Long Covid. Una nuova scheda Oms su questa condizione che riguarda dal 10 al 20% delle persone che si sono ammalate

Long Covid. Una nuova scheda Oms su questa condizione che riguarda dal 10 al 20% delle persone che si sono ammalate

Long Covid. Una nuova scheda Oms su questa condizione che riguarda dal 10 al 20% delle persone che si sono ammalate
Le dinamiche scientifiche alla base del Long Covid non sono ancora chiare e in aiuto arriva una nuova scheda informativa realizzata da OMS/Europa che raccoglie le prove esistenti sulla condizione e sui suoi effetti spesso debilitanti sulla vita delle persone. LA SCHEDA.

Sebbene la maggior parte delle persone che hanno avuto il Covid si riprenda completamente, si stima che il 10-20% sviluppi il Long Covid. Questa condizione comporta una varietà di sintomi a medio e lungo termine come affaticamento, mancanza di respiro e mancanza di concentrazione mentale. 

Le dinamiche scientifiche alla base del Long Covid non sono ancora chiare e in aiuto arriva una nuova scheda informativa realizzata da OMS/Europa che raccoglie le prove esistenti sulla condizione e sui suoi effetti spesso debilitanti sulla vita delle persone. 

La condizione post COVID-19, nota anche come Long Covid, può insorgere indipendentemente dalla gravità dell’infezione, dalla variante circolante del virus o dall’età della persona. 

L’evidenza mostra che di solito si manifesta 3 mesi dall’inizio del Covid, con sintomi che durano almeno 2 mesi. Il Long Covid colpisce tutte le fasce d’età e i sintomi possono emergere in persone che prima erano in forma e in buona salute. L’OMS ha anche ricevuto segnalazioni sul fatto che tale condizione colpisce di più le donne che gli uomini. 

La condizione può essere debilitante, causando sintomi invalidanti e deficit funzionali. Può avere un impatto significativo sulla capacità delle persone di lavorare, impegnarsi e partecipare pienamente alla vita familiare e comunitaria. Gli effetti sulla salute mentale possono derivare direttamente da un Long Covid, ma possono anche svilupparsi a causa della sofferenza e dello stress prolungati causati dalla condizione. 

Questo è il motivo per cui l’OMS/Europa sta esortando i paesi e le autorità nazionali a rendere disponibile il supporto nelle comunità, vicino alle case delle persone e ai luoghi di lavoro, nonché per coloro che sono ricoverati in ospedale. 

12 Ottobre 2022

© Riproduzione riservata

Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca
Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca

C'è una frase, nell'aggiornamento pubblicato il 10 ottobre dall'Organizzazione mondiale della sanità, che dovrebbe mettere a disagio chiunque abbia a cuore la credibilità delle istituzioni sanitarie internazionali: "Il 2 ottobre...

Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”
Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”

Circa 300mila persone ogni anno si rivolgono ai Servizi per le Dipendenze (SerD) per ricevere assistenza e intraprendere percorsi di cura. Un universo di bisogni che va ben oltre le...

Ocse. In Europa, per corticosteroidi, vaccini e test diagnostici, filiere opache e fornitori concentrati
Ocse. In Europa, per corticosteroidi, vaccini e test diagnostici, filiere opache e fornitori concentrati

Solo sei dei venti produttori identificati come titolari di certificati per la fornitura di principi attivi dei corticosteroidi iniettabili commercializzati nell’Unione europea sono localizzati nei territori dei Paesi membri. Nove...

Sclerosi multipla. Aifa: rischio di danno epatico con Ocrevus, necessario monitorare la funzionalità del fegato
Sclerosi multipla. Aifa: rischio di danno epatico con Ocrevus, necessario monitorare la funzionalità del fegato

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato una Nota Informativa Importante di Sicurezza relativa a Ocrevus (ocrelizumab), impiegato nel trattamento di alcune forme di sclerosi multipla, per informare gli operatori sanitari...