Stamina Foundation. Commissione Ministero boccia il metodo. Costa (Iss): “È pericoloso”

Stamina Foundation. Commissione Ministero boccia il metodo. Costa (Iss): “È pericoloso”

Stamina Foundation. Commissione Ministero boccia il metodo. Costa (Iss): “È pericoloso”
“Quelle terapie con le staminali sono pericolose per la salute”. Questo il giudizio di bocciatura contenuto nella relazione della commissione di esperti del ministero della Salute sulla controversa cura proposta dalla onlus Stamina Foundation. 

“Quelle terapie con le staminali sono pericolose per la salute“. Così la commissione di esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, Iss, dei carabinieri del Nas e dell’Agenzia italiana del farmaco, Aifa voluta dal Ministro Balduzzi e guidata da Massimo Dominici, uno dei massimi esperti di biologia delle cellule staminali in Italia, insieme a Nanni Costa, membro dell’Iss e presidente del Comitato trapianti del Consiglio d’Europa, ha bocciato la terapia la terapia a base di cellule staminali definita il “metodo Di Bella delle staminali” e proposta attraverso la Stamina Foundation.
 
“Innanzitutto – ha affermato Nanni Costa – il punto da chiarire è che qui non si sta mettendo in dubbio se le terapie a base di staminali funzionino o meno. Qui si sta evidenziando tecnicamente, nello specifico, come il metodo Stamina non funzioni”. “In primis, – aggiunge Costa – è pericoloso per la salute perché a volte ai pazienti è inoculato materiale biologico prelevato dallo stesso malato mentre altre volte vengono iniettate cellule prelevate da terzi, con un serio rischio di contagio batterico e virale che ciò comporta. Inoltre, gli esiti delle sperimentazioni hanno prodotto risultati diversi”.
 
Ma poi c’è anche un problema di metodologia e aderenza alle procedure dettate dalla legge. “Le metodologie di preparazione dei preparati – ha specificato Costa – sono a dir poco grossolane, con errori evidenti e pratiche del tutto fuori da ogni legge. I laboratori, per esempio, sono in luoghi non adatti e inoltre sui vasetti che conservano i tessuti prelevati ci sono etichette scritte addirittura a matita. Inoltre, non è stato mai pubblicato un risultato delle ricerche nelle pubblicazioni scientifiche”.
 
Il caso. La terapia a base di cellule staminali definita il “metodo Di Bella delle staminali” è stata ideata da Davide Vannoni, laureato in lettere e filosofia, che si definisce “neuroscienziato” insieme al medico Marino Andolina, coordinatore del “Dipartimento trapianti adulti e pediatrico” presso l’Irccs Burlo Garofalo di Trieste, hanno proposto la propria terapia a base di staminali attraverso la Stamina Foundation.
La controversa cura è già finita nel mirino della legge e del pm di Torino Raffaello Guariniello. In una prima fase il Tribunale aveva autorizzato la cura. Poi il Tar aveva bocciato la terapia, ma in seguito essa era stata autorizzata e “convenzionata” presso la Asl Spedali civili di Brescia
Il pm Guariniello ha chiuso le indagini preliminari e secondo quanto riportato da Repubblica “per i 12 indagati potrebbe prospettarsi il rinvio a giudizio e l’accusa del procuratore potrebbe essere di associazione a delinquere per truffa”. Sempre secondo quanto riportato dal quotidiano Guariniello “scrive che Vannoni e Andolina avrebbero curato circa 70 persone con la presunta terapia: ”Il laboratorio torinese delle cellule staminali di Vannoni, Andolina e soci “era ricavato – scrive Guariniello – in uno scantinato abusivo gestito da due ucraini”. Ma si avvalevano anche di un altro scantinato nella repubblica di San Marino “nell’intento palese di sfuggire ai controlli delle autorità italiane”. Per convincere ad accettare il loro metodo, gli esperti della Stamina, onlus senza fine di lucro (che, però, si faceva pagare dai 7 ai 50mila euro), mostravano ai familiari dei malati i video “di un ballerino russo affetto da Parkinson che si alzava dalla carrozzella e tornava a ballare”. “Di una giovane paralizzata dalla Sla che riprendeva a camminare”. “Di un uomo che guariva da una grave forma di psoriasi alle mani”. Ma si trattava solo di un inganno: di qui, la contestazione da parte del procuratore torinese del reato di associazione per delinquere e truffa”.

05 Novembre 2012

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