Inibitori di pompa: prescritti poco o … troppo?

Inibitori di pompa: prescritti poco o … troppo?

Inibitori di pompa: prescritti poco o … troppo?

Gentile Direttore
i dati del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), strumento per il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sono stati recentemente oggetto di lamentele da parte delle regioni – molte delle quali in base a quei dati non garantirebbero le cure essenziali – a cui il Ministro della Salute ha risposto sottolineando la provvisorietà dei dati stessi.

Senza entrare nel merito delle discussioni generali sul valore degli indicatori del NSG, vorremmo segnalare una possibile criticità nell’analisi dei dati di consumo degli Inibitori di Pompa Protonica (IPP), tra i cosiddetti “farmaci sentinella” sull’appropriatezza prescrittiva e frequentemente sottoposti a monitoraggio dalle regioni per una loro eccessiva prescrizione. L’andamento temporale della prescrizione di questi farmaci, mostrato dai dati del NSG nei file disponibili attraverso il sito del Ministero (indicatore D16C), suggerisce un dimezzamento del loro consumo nel periodo 2015-2019 (pre-covid) e una ulteriore netta diminuzione nei due anni successivi, per cui nel 2021 il numero di dosi giornaliere prescritte sarebbe in media di circa un terzo rispetto a quelle del 2015. Si tratta di dati del tutto differenti rispetto a quelli disponibili nel rapporto OSMED 2022 prodotto dall’AIFA (si veda a pag. 503 del rapporto), che mostrano una lieve riduzione nella prescrizione di questi farmaci nel periodo pre-covid e una ripresa nei due anni successivi per tornare allo stesso livello di consumo del 2015.

Come Choosing Wisely Italia, campagna italiana promossa da Slow Medicine ETS e inserita nella rete Choosing Wisely International, nata per promuovere scelte informate e condivise sull’uso di esami, farmaci, altri trattamenti e procedure a rischio di inappropriatezza, e come Associazione Alessandro Liberati – Cochrane Affiliate Centre, stiamo aggiornando alcune raccomandazioni orientate alla de-prescrizione degli IPP, quando appropriato: si tratta infatti di farmaci generalmente ben tollerati ma non innocui soprattutto se, come spesso accade, sono utilizzati cronicamente nel contesto di politerapie, aumentando il rischio di interazioni farmacologiche e di riduzione di assorbimento di altri farmaci, senza escludere il rischio di alcuni esiti avversi quali infezioni e fratture.

Nel caso le robuste riduzioni di prescrizione degli IPP indicate dai dati del NSG fossero reali, tali raccomandazioni non sarebbero più necessarie. Ci è tuttavia sorto il dubbio che nell’elaborazione di quei dati possano esserci stati errori di calcolo. Riterremmo utile una verifica, da parte degli organi competenti, delle discrepanze osservate tra i dati NSG e OSMED, anche in considerazione della peculiarità tutta italiana della elevata prescrizione degli IPP, come indica il confronto tra vari Paesi europei nella spesa territoriale per questi farmaci (si veda sempre il rapporto OSMED 2022 – osservare a pag. 131 la posizione dei vari IPP in termini di rango di spesa da cui risulta che solo in Italia due IPP – pantoprazolo e esomeprazolo – risultano tra i primi 10 farmaci prescritti, con andamenti completamente differenti rispetto agli altri Paesi).

Da parte nostra anticipiamo che, non appena disponibili, le raccomandazioni e i materiali su cui stiamo lavorando saranno messi a disposizione di Aziende Sanitarie e professionisti per promuovere l’appropriatezza prescrittiva degli IPP.

Choosing Wisely Italia
Associazione Alessandro Liberati-Cochrane Affiliate Centre

05 Marzo 2024

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