Ssn. Sbrollini (Iv): “Governo ascolti appello scienziati, urge piano di finanziamento straordinario”

Ssn. Sbrollini (Iv): “Governo ascolti appello scienziati, urge piano di finanziamento straordinario”

Ssn. Sbrollini (Iv): “Governo ascolti appello scienziati, urge piano di finanziamento straordinario”
"Sulla sanità abbiamo perso purtroppo la grande opportunità del Mes, 37 miliardi di euro che avrebbero rimesso a sistema una situazione che è difficile, anche nelle regioni in cui la sanità funziona. Ora il Governo ha il compito di trovare e mettere in campo le risorse per salvare il sistema. La salute dei cittadini è un diritto che non può essere messo in discussione", spiega la vicepresidente della X commissione del Senato.

“L’allarme che giunge dal mondo della scienza ad adeguare il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale in Italia agli standard dei Paesi europei avanzati non può restare inascoltato dal Governo. È il momento di agire per arginare una spirale che rischia di portare il sistema al collasso”, dichiara Daniela Sbrollini, Vicepresidente della X Commissione Affari sociali, sanità, lavoro e previdenza sociale del Senato, in riferimento all’appello diffuso in questi giorni a firma di 14 personalità di spicco della comunità scientifica italiana, dal premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi al farmacologo Silvio Garattini, dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli all’immunologo Alberto Mantovani.

“Un appello rivolto da personalità di grande spessore – sottolinea Sbrollini – che invitano il Governo ad agire concretamente per mantenere la qualità del Ssn italiano e non arrivare al collasso che purtroppo si configura all’orizzonte”.

“Bisogna dire basta al sotto finanziamento del nostro sistema sanitario e mettere in campo le risorse, come è chiesto a gran voce dai cittadini, dai medici, dai rappresentanti della società civile, e ora, in un modo perentorio, dalle più alte voci della scienza del nostro Paese, evidenziando punto per punto tutti gli aspetti di questa crisi che richiedono un intervento immediato. Siamo ormai prossimi a un punto di non ritorno”, prosegue la Senatrice.

“Le liste d’attesa si allungano, mancano sempre più medici e infermieri, i pronto soccorso esplodono, i cittadini sono sempre più costretti a ricorrere al privato, il personale sanitario opera troppo spesso in condizioni disagiate. In questo scenario alla sanità nel 2025 sarà destinato solo il 6,2 per cento del Pil, ovvero ben al di sotto di quell’8 per cento che rappresenta lo standard dei Paesi europei avanzati. A una società che è ogni giorno più anziana, e sempre più necessita dunque di assistenza, il nostro sistema sanitario risponde con risorse inadeguate per l’ammodernamento degli ospedali e con una cronica carenza di medici e infermieri, che acuisce giorno dopo giorno il fenomeno drammatico della rinuncia alle cure, dell’aumento delle liste d’attesa, della mobilità passiva non fisiologica, del ricorso al privato per sopperire alle mancanze del sistema pubblico, in uno scenario su cui incombe il grave problema delle difformità territoriali. Manca l’investimento in prevenzione, che dovrebbe essere il pilastro per la tenuta del sistema, come sottolineato dall’appello degli scienziati, con conseguenze disastrose in termini di salute dei cittadini, fra le quali una delle percentuali più alte in Europa di bambini sovrappeso o addirittura obesi”.

“Sulla sanità – conclude Sbrollini – abbiamo perso purtroppo la grande opportunità del Mes, 37 miliardi di euro che avrebbero rimesso a sistema una situazione che è difficile, anche nelle regioni in cui la sanità funziona. Ora il Governo ha il compito di trovare e mettere in campo le risorse per salvare il sistema: occorre un piano straordinario di finanziamento del Ssn e risorse destinate a rimuovere gli squilibri territoriali, secondo i criteri di efficienza e di appropriatezza nell’uso a livello diagnostico e terapeutico, per garantire la sostenibilità del sistema. La salute dei cittadini è un diritto che non può essere messo in discussione e, in una situazione ormai alla deriva, il Governo ha il dovere di considerare le risorse necessarie come una priorità inderogabile della propria agenda”.

05 Aprile 2024

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