Obesità. Lilly lancia la campagna “Perdere peso non dipende solo da te. Il tuo corpo può fare resistenza” per cambiare la narrazione della malattia

Obesità. Lilly lancia la campagna “Perdere peso non dipende solo da te. Il tuo corpo può fare resistenza” per cambiare la narrazione della malattia

Obesità. Lilly lancia la campagna “Perdere peso non dipende solo da te. Il tuo corpo può fare resistenza” per cambiare la narrazione della malattia
Eliminare stigma sociale e senso di colpa di chi vive questa patologia. Questi gli obiettivi della campagna “Perdere peso non dipende solo da te. Il tuo corpo può fare resistenza”, lanciata oggi  Roma da Lilly con il patrocinio dell’associazione pazienti Amici Obesi Onlus. Un’installazione “The Impossible Gym”, in Piazza dei Cinquecento, aperta fino al 4 febbraio, permetterà un’esperienza immersiva nel quotidiano di chi è obeso  

L’obesità è una malattia cronica caratterizzata da un forte stigma sociale e da un profondo senso di colpa, che inficiano la qualità di vita di chi ne soffre. Per cambiare questa narrazione, Lilly lancia la campagna “Perdere peso non dipende solo da te. Il tuo corpo può fare resistenza”, realizzata con il patrocinio dell’associazione pazienti Amici Obesi Onlus.

Questa campagna è accompagnata dall’installazione “The Impossible Gym”, in Piazza dei Cinquecento, presso la Stazione Termini di Roma, che sarà aperta fino al 4 febbraio.

L’installazione rappresenta visivamente le sfide quotidiane affrontate da chi vive con l’obesità. All’interno, attrezzi da palestra resi inutilizzabili da elastici gialli simboleggiano la “resistenza” del corpo al calo ponderale, un fenomeno biologico che rende particolarmente difficile perdere peso e mantenerlo nel tempo.

Un’esperienza immersiva che raffigura gli ostacoli fisici, biologici e psicologici con i quali devono convivere ogni giorno le persone con obesità. Per tutta la settimana, nell’area aperta al pubblico saranno presenti dietisti qualificati per rispondere alle domande dei visitatori, che potranno calcolare il proprio Indice di Massa Corporea (BMI) utilizzando una bilancia dedicata. All’interno dell’installazione anche un fitto calendario di incontri informativi con medici specialisti per approfondire le tematiche legate alla gestione della patologia.

La campagna è stata presentata mercoledì 29 gennaio alla presenza della cantante Noemi: “Credo profondamente nella necessità di un cambiamento culturale sul tema del peso e, quindi, dell’obesità – ha affermato Noemi – Il corpo di una persona è costantemente sotto gli occhi di tutti e il giudizio e pregiudizio purtroppo spesso accompagnano il pensiero e le parole delle persone. Ogni persona ha una storia diversa, che a volte racconta anche di una patologia difficile da comprendere. La corretta informazione e il superamento di pregiudizi possono cambiare le cose e creare una società più empatica e consapevole, in cui ogni persona possa sentirsi compresa e supportata nel proprio percorso. La salute deve rimanere l’aspetto più importante: riconoscere l’obesità come una patologia e il proprio corpo come qualcosa di cui prendersi cura è fondamentale”.

L’obesità in Italia
Oggi in Italia un adulto su due (circa 23 milioni di persone) è in sovrappeso o affetto da obesità (circa 6 milioni). Il trend è in crescita a livello globale, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla da tempo di “Globesità”. L’impatto sulla qualità della vita e sui costi sociali e sanitari è allarmante.

“L’obesità è legata ad una modificazione patologica dei meccanismi che nel nostro organismo regolano la fame e la sazietà, regolando di conseguenza il peso corporeo – ha spiegato Rocco Barazzoni, Presidente Società Italiana Obesità (SIO) e Professore Associato di Medicina Interna, Dipartimento Scienze Mediche Università degli Studi di Trieste – Questo tipo di alterazioni è indipendente dal controllo e dalla volontà della persona. Si tratta di meccanismi neurologici in gran parte localizzati nel cervello, ma che rispondono anche a segnali che arrivano dal tessuto adiposo e dall’intestino. Questi complessi e sofisticati meccanismi sono in grado di mantenere in condizioni fisiologiche il peso corporeo entro limiti “normali”, o sani”.

“È dimostrato – ha continuato Barazzoni – che le persone affette da obesità presentano alterazioni di tali processi biologici che portano ad un rischio maggiore di aumentare la propria massa grassa. A questi meccanismi si associano anche fattori genetici, endocrini e ambientali. L’insieme di tutti questi elementi definisce l’obesità come malattia. Le cure devono consistere in una strategia integrata di dieta equilibrata e sana, esercizio fisico e terapie farmacologiche, grazie all’introduzione recente di farmaci innovativi e molto efficaci, che permettono non solo una riduzione marcata del peso corporeo, ma anche di ridurre, prevenire e curare molte complicanze gravi e temibili”.

Criteri diagnostici
La comunità medica è sempre più consapevole che il solo peso corporeo non è sufficiente a definire lo stato di salute di un individuo. Alla valutazione dell’Indice di Massa Corporea (BMI) si deve almeno aggiungere la valutazione della distribuzione del grasso in eccesso. La Lancet Commission e la Società Europea dell’Obesità sottolineano questo concetto, dichiarando che il peso di per sé è importante ma non sufficiente a stabilire il rischio clinico generale.

Il BMI dovrebbe restare al di sotto di 30Kg/m2 per stabilire la soglia oltre la quale si parla di obesità, mentre tra 25 e 30 si parla di sovrappeso. A questa misurazione va aggiunto il parametro del grasso viscerale localizzato all’addome, con la misura del “giro vita”. Una circonferenza dell’addome elevata associata a un BMI anche inferiore a 30 dovrebbe essere considerata sufficiente per fare diagnosi di obesità.

Vivere l’obesità
Stigma, senso di inadeguatezza e di vergogna. Per abbattere questi ostacoli è necessaria una nuova narrativa dell’obesità e azioni strategiche forti ed efficaci. Secondo il documento “Obesità in Italia. Percezioni, costi e sfide per il futuro”, realizzato nel 2024 da IPSOS, I-COM e Università del Piemonte Orientale (UPO) con il contributo di Lilly, meno della metà degli italiani riconosce l’obesità come patologia cronica e fattore di rischio di altre patologie, mentre per più della metà l’obesità è il risultato di cattive abitudini ed è solo un fattore di rischio per altre patologie.

“Nessuna persona con obesità è contenta della propria condizione, anche se in apparenza la vive con il sorriso; scavando emerge sempre la sofferenza e il disagio – ha sottolineato Iris Zani, Presidente Associazione Amici Obesi – il paziente avverte i limiti fisici del proprio corpo nella quotidianità, i limiti psicologici e poi ci sono i limiti non tangibili, quei complessi meccanismi che regolano la fame, la sazietà e il peso, che si oppongono al calo dei chili in eccesso e al mantenimento del peso raggiunto nel tempo. La maggior parte delle persone è convinta che l’obesità sia una responsabilità e una colpa dell’individuo, questo purtroppo è in parte dovuto alla mancanza di un riconoscimento ufficiale dell’obesità come malattia”.

“Occorre scardinare – ha continuato Zani – questa non-cultura così radicata nel sentire comune con una nuova e diversa narrativa di questa malattia e mettere in atto cambiamenti collettivi e individuali con politiche che facciano leva su educazione, maggiore accesso a servizi e terapie mediche, campagne di sensibilizzazione per aumentare e diffondere la conoscenza sull’obesità. Cruciale il ruolo della stampa e dei media per modificare una rappresentazione della persona con obesità ancora troppo stigmatizzata e legata a stereotipi obsoleti e discriminanti”.

“L’obesità è una delle sfide più urgenti per la salute pubblica, una patologia complessa che richiede un’azione coordinata da parte di istituzioni, sistema sanitario e società – ha affermato Stefano Benigni, Membro XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati – L’istituzione del Fondo strutturale per la prevenzione e cura dell’obesità nella Legge di Bilancio rappresenta un passo decisivo per migliorare l’accesso e la continuità delle cure, sviluppare percorsi regionali di prevenzione e sostenere ricerca e formazione per i professionisti della salute. Il mio impegno sarà quello di assicurare che questo Fondo sia l’inizio di un percorso più ampio, per colmare i gap diagnostico-terapeutici e creare una rete integrata che migliori la qualità della vita dei pazienti.”

L’impegno di Lilly
“Con questa campagna vogliamo compiere un altro passo fondamentale per accrescere la consapevolezza sull’obesità, una malattia cronica complessa spesso fraintesa e rompere gli stereotipi che affliggono i pazienti, dando loro voce – ha dichiarato Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato Italy Hub di Lilly – L’installazione “The Impossible Gym” presso la Stazione Termini, un luogo ad altissimo passaggio, simboleggia le sfide quotidiane delle persone con obesità, sensibilizzando il pubblico e promuovendo empatia. Con questa iniziativa, Lilly ribadisce il proprio impegno nel riconoscere l’obesità come una malattia e nel sostenere chi la affronta”.

La campagna “Perdere peso non dipende solo da te. Il tuo corpo può fare resistenza” è supportata dal sito www.patologiaobesita.it nel quale si possono reperire maggiori informazioni e approfondimenti per comprendere l’obesità, conoscere il percorso per la perdita di peso e i diversi approcci alla gestione del peso, oltre a materiali utili nel confronto con il medico.

29 Gennaio 2025

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