Strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie, diminuiscono i posti letto ma aumentano i pazienti. Forte divario tra Nord e Sud. I dati Istat 

Strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie, diminuiscono i posti letto ma aumentano i pazienti. Forte divario tra Nord e Sud. I dati Istat 

Strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie, diminuiscono i posti letto ma aumentano i pazienti. Forte divario tra Nord e Sud. I dati Istat 
Al 1° gennaio 2023 i presidi residenziali attivi nel nostro Paese erano12.363, contro i 12.576 censiti nel 2022. Se l’offerta era passata da circa 414mila posti letto a 408mila, al contrario gli ospiti erano cresciuti da 356.556 nel 2022 a 362.859 nel 2023 (circa tre quarti sono anziani). Stabile a 7 il numero di posti letto ogni 1000 residenti, ma al Nord-Est l’offerta di era di 10 posti letto e al Sud 3. IL REPORT

Al 1° gennaio 2023 i presidi residenziali attivi nel nostro Paese sono 12.363, in calo rispetto alle 12.576 censiti nel 2022. L’offerta è di circa 408mila posti letto, anche stavolta meno della rilevazione precedente (414 mila circa) anche se il numero di posti letto ogni 1.000 persone residenti si mantiene costante a sette. Costante resta anche il divario – forte – tra Nord e Sud. L’offerta, infatti, si conferma maggiore nel Nord-est, con 10 posti letto ogni 1.000 residenti, nel Sud del Paese scende a tre posti letto ogni 1.000 residenti. A riferirlo sono i dati del rapporto “Le strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie – Anno 2023” pubblicato dall’Istat.

Gli ospiti delle strutture, nel complesso, crescono da 356.556 nel 2022 a 362.859 nel 2023, circa tre quarti sono anziani. Il personale impiegato nelle strutture nel 2023 ammonta a quasi 337mila lavoratori, ai quali va sommata una componente di quasi 33mila volontari e poco più di 3.700 operatori del servizio civile (nel 2022 erano 341mila, poi oltre 31.500 volontari e poco più di 4mila operatori del servizio civile).

Entrando nel dettaglio, più del 75% degli ospiti è ultra-sessantacinquenne, il 19% ha un’età tra i 18 e i 64 anni e il restante 5% circa è composto da minori.

Nei 12.363 presidi residenziali operano 14.977 “unità di servizio” (distinte per tipo di assistenza). Quelle che erogano assistenza socio-sanitaria sono 8.924, per un ammontare di quasi 319mila posti letto (il 78% dei posti letto complessivi). Le unità di servizio che erogano, invece, assistenza di tipo socio-assistenziale ammontano a 6.053 e dispongono in totale di
89.195 posti letto (il 22% dei posti letto complessivi).

Le unità di servizio socio-sanitarie assistono prevalentemente utenti anziani non autosufficienti, destinando a questi ospiti il 77% dei posti letto disponibili, mentre agli anziani autosufficienti e alle persone con disabilità ne vengono destinati, rispettivamente, l’8% e il 7%. Il restante 8% è dedicato ad adulti con patologie psichiatriche (5%), dipendenze patologiche (2%) e minori (1%).

Le unità di tipo socio-assistenziale sono prevalentemente orientate a fornire accoglienza e tutela a persone con varie forme di disagio. In particolare, il 41% dei posti letto è indirizzato all’accoglienza abitativa e il 41% è dedicato alla funzione socio-educativa e ospita principalmente minori di 18 anni. Le unità che assolvono in prevalenza una funzione tutelare – volta a supportare l’autonomia dei propri ospiti (anziani, adulti con disagio sociale, minori) all’interno di contesti protetti – assorbono il 12% dei posti letto. Il restante 6% offre accoglienza in emergenza.

L’offerta residenziale socio-assistenziale e socio-sanitaria sul territorio è molto differenziata rispetto alle categorie di utenti assistiti. Nelle regioni del Nord prevalgono i servizi rivolti agli anziani non autosufficienti (71,3% nel Nord ovest e 74,5% nel Nord est), il doppio rispetto al Mezzogiorno. Al Sud si trova una percentuale più alta di posti letto dedicati agli anziani autosufficienti, alle persone con disabilità e agli immigrati.

13 Febbraio 2025

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