Salute e sicurezza sul lavoro: una sfida per la Medicina, una prospettiva per i giovani

Salute e sicurezza sul lavoro: una sfida per la Medicina, una prospettiva per i giovani

Salute e sicurezza sul lavoro: una sfida per la Medicina, una prospettiva per i giovani

Gentile Direttore,
la medicina del lavoro si configura come una disciplina a vocazione preventiva, il cui obiettivo primario è tutelare e promuovere la salute dei lavoratori, contribuendo alla creazione di ambienti dilavoro sani e sicuri. Nonostante i progressi ottenuti negli ultimi anni grazie all’adozione di misure di prevenzione e protezione, i dati INAIL relativi al 2024 con quasi 590.000 denunce di infortunio, di cui 1.090 con esito mortale, e circa 89.000 segnalazioni di malattie professionali evidenziano quanto sia ancora necessario investire in salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

In questo contesto, la medicina del lavoro ha il compito di comprendere come i fattori di rischio occupazionali possano influenzare la salute dei lavoratori esposti, in particolare di coloro che presentano condizioni di suscettibilità. Emerge, quindi, il ruolo strategico e trasversale del medico del lavoro cui è richiesto di saper coniugare competenze di base, specialistiche, tecnico-professionali e normative, al fine di diventare un solido punto di riferimento per i lavoratori e per i datori di lavoro.

La profonda conoscenza degli ambienti di lavoro e dei fattori di rischio occupazionali consente ai medici del lavoro di poter collaborare in maniera efficace alla valutazione dei rischi e alla definizione di interventi di riorganizzazione e riprogettazione degli ambienti di lavoro, tra cui gli accomodamenti necessari a favorire l’inclusione di soggetti con ridotta capacità lavorativa, nonché all’identificazione di opportune misure di prevenzione e protezione. Il rapporto individuale, diretto e fiduciario con i lavoratori permette di attuare azioni mirate di prevenzione e promozione della salute finalizzate a sostenere e promuovere il benessere globale dei lavoratori, tenendo in considerazione i loro bisogni personali e sociali. Tali azioni trovano i loro momenti fondamentali nella sorveglianza sanitaria, nel counseling breve, nella collaborazione a interventi di formazione ed educazione finalizzati alla prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e delle patologie croniche non trasmissibili.

La medicina del lavoro è, tuttavia, anche una disciplina in continua evoluzione. I cambiamenti tecnologico-organizzativi del mondo del lavoro, come l’introduzione di nuovi materiali, o l’applicazione di processi produttivi innovativi basati sull’intelligenza artificiale e l’“Internet delle Cose”, oltre alla mutevolezza e alla precarietà dei contratti, inevitabilmente, fanno emergere nuovi rischi occupazionali che la medicina del lavoro deve imparare a gestire. Rappresentano una sfida per la medicina del lavoro anche aspetti di carattere ambientale e socio-demografico. Si pensi alla pandemia da COVID-19 e all’impatto che ha avuto sulle procedure, sull’organizzazione del lavoro e sul benessere dei lavoratori, come pure alle possibili conseguenze legate ai cambiamenti climaticiche stiamo vivendo. Inoltre, la crescente diversità della forza lavoro in termini di genere, età ed etnia impone un approccio dinamico della disciplina a sostegno di un lavoro dignitoso per tutti.

Ivo Iavicoli
Professore ordinario di Medicina del lavoro, Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma

13 Giugno 2025

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