Riabilitazione e terapia occupazionale, lettera dell’Oms all’Italia per valorizzarla 

Riabilitazione e terapia occupazionale, lettera dell’Oms all’Italia per valorizzarla 

Riabilitazione e terapia occupazionale, lettera dell’Oms all’Italia per valorizzarla 

Gentile Direttore,
l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha formalmente inviato una lettera al Ministero della Salute in cui riconosce e sottolinea l’importanza strategica della forza lavoro riabilitativa interdisciplinare — tra cui i Terapisti Occupazionali — per il raggiungimento della Copertura Sanitaria Universale (CSU). Questo intervento arriva in un contesto critico, nel quale la sostenibilità del sistema sanitario italiano e l’equità di accesso alle cure sono messe alla prova da fattori demografici, epidemiologici e strutturali.

La riabilitazione, sottolinea l’OMS, è un pilastro fondamentale della sanità pubblica. È cruciale per migliorare il funzionamento, promuovere l’autonomia e garantire l’inclusione sociale, come ribadito dalla Risoluzione 76.6 dell’Assemblea Mondiale della Sanità. In tale quadro, la terapia occupazionale emerge come una delle professioni cardine nella costruzione di sistemi sanitari resilienti, equi e in grado di rispondere efficacemente ai bisogni complessi della popolazione, specialmente in età avanzata o con condizioni croniche.

La Terapia Occupazionale è riconosciuta in Italia dal D.M. 136/1997 ed è inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e nei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) nazionali. Tuttavia, la professione incontra ostacoli significativi sul piano della formazione, della distribuzione territoriale e del riconoscimento istituzionale.

Attualmente, il Corso di Laurea in Terapia Occupazionale è attivo solo in 9 Regioni, con una densità professionale di appena 4,7 terapisti ogni 100.000 abitanti, una delle più basse in Europa rispetto alla media continentale di circa 30 ogni 100.000. Tale carenza limita fortemente la possibilità di garantire un’adeguata presa in carico riabilitativa, compromettendo la qualità dei servizi e l’equità di accesso tra le Regioni.

La World Federation of Occupational Therapists (WFOT), organismo internazionale di riferimento per la professione, ha ribadito il proprio pieno supporto alla posizione espressa da AITO. Nella lettera inviata al Ministero italiano, la WFOT ha sottolineato l’autonomia disciplinare e l’unicità delle competenze dei Terapisti Occupazionali, che non possono essere sostituite da figure professionali con formazione e approccio differenti. I terapisti occupazionali lavorano con individui, gruppi e comunità per promuovere la partecipazione alle attività significative della vita quotidiana, in linea con standard etici e formativi definiti a livello internazionale e nazionale.

Secondo la WFOT, l’Italia è attualmente sotto la soglia minima di professionisti necessari per garantire un adeguato servizio alla popolazione, soprattutto in un momento in cui i bisogni comunitari sono in rapido aumento. È quindi essenziale che il sistema sanitario italiano riconosca e valorizzi questa professione, allineandosi agli standard europei e internazionali.

Per supportare concretamente il rafforzamento della forza lavoro riabilitativa, l’OMS mette a disposizione dei governi la Guida per la Valutazione della Forza Lavoro in Riabilitazione (GROWE), un insieme di risorse tecniche pensato per valutare lo stato attuale del settore, identificare le criticità, formulare strategie attuabili e costruire sistemi di monitoraggio affidabili. L’Italia è invitata a collaborare con l’OMS Europa per condurre una valutazione sistemica della propria forza lavoro in riabilitazione, inclusa la terapia occupazionale.

L’adozione della metodologia GROWE permetterebbe di:
• Rilevare il reale fabbisogno nazionale di Terapisti Occupazionali;
• Individuare le aree con maggiore carenza professionale;
• Pianificare interventi formativi coerenti con le esigenze territoriali;
• Garantire una maggiore equità nell’accesso ai servizi riabilitativi.

AITO, alla luce delle evidenze scientifiche, normative e del contesto internazionale, ha formulato una serie di richieste puntuali al Ministero della Salute:
1. Riconferma dell’autonomia professionale del Terapista Occupazionale, in linea con la normativa vigente e le direttive europee.
2. Rafforzamento dell’offerta formativa universitaria, per aumentare il numero di corsi attivi sul territorio nazionale.
3. Allineamento del percorso formativo agli standard di WFOT e della Convenzione di Bologna, per garantire la mobilità professionale internazionale.
4. Inserimento sistematico nei LEA, nei PDTA e nei piani strategici nazionali, come già avviene in molti altri Paesi.
5. Incontro istituzionale con i referenti ministeriali per un confronto diretto sulle criticità e sulle prospettive di sviluppo della professione.

Il riconoscimento pieno e l’integrazione della Terapia Occupazionale non è solo una questione tecnica o accademica, ma una sfida di civiltà. Garantire l’accesso a professionisti adeguatamente formati in tutta Italia significa rispondere concretamente al diritto alla salute, all’autonomia e all’inclusione sociale, in particolare per le persone più fragili.

Inoltre, la promozione della Terapia Occupazionale si traduce in un uso più efficiente delle risorse sanitarie, contribuendo alla sostenibilità del sistema, riducendo i ricoveri evitabili e migliorando gli esiti funzionali e la qualità della vita dei cittadini.

L’appello congiunto dell’OMS, della WFOT e di AITO al Ministero della Salute rappresenta un’opportunità per ripensare e rafforzare il ruolo della Terapia Occupazionale in Italia. Un’occasione per colmare i divari formativi e assistenziali, per allinearsi agli standard europei e per garantire che ogni cittadino possa accedere a percorsi riabilitativi efficaci, personalizzati e centrati sulla persona.

Gabriella Casu
Presidente AITO (Associazione Italiana di Terapia Occupazionale)

Gabriella Casu

14 Luglio 2025

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