Manovra. Acop: “Estendere ai dipendenti del privato accreditato i benefici fiscali come nel pubblico”

Manovra. Acop: “Estendere ai dipendenti del privato accreditato i benefici fiscali come nel pubblico”

Manovra. Acop: “Estendere ai dipendenti del privato accreditato i benefici fiscali come nel pubblico”
Acop ha chiesto in audizione l'estensione ai dipendenti del privato accreditato dei benefici fiscali (aliquota al 5%) già previsti per il pubblico, eliminando una disparità ingiustificata. L'associazione propone il superamento dei "tetti di spesa" anacronistici e l'applicazione delle regressioni tariffarie come previsto dalla legge.

L’audizione presso le Commissioni congiunte Bilancio del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati nell’ambito delle audizioni preliminari all’esame del disegno di legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028”, che si è svolta ieri con le Associazioni di categoria del comparto sanitario privato, presso la Sala Convegni del Senato, ha registrato un generale apprezzamento per la manovra con l’aggiunta delle richieste di incremento degli investimenti in un settore che più di altri segna il livello di efficienza e di civiltà di un Paese.

In questo quadro l’Acop ha sollecitato l’estensione ai dipendenti delle strutture accreditare con il Ssn dei benefici fiscali – con l’aliquota al 5% – inerenti i premi di produttività ed il lavoro straordinario. Ciò al fine di eliminare la disparità di trattamento con i dipendenti delle strutture pubbliche, iniqua e senza senso, che rappresenta una discriminazione tra lavoratori che svolgono le medesime funzioni in favore della popolazione assistita dal Ssn. La questione è molto significativa, anche perché – su impulso di Acop – si è avviata la fase delle trattative per il rinnovo del Ccnl.

Acop ha quindi consegnato alle Commissioni due emendamenti all’art. 1 della l. 207/2024, che non provocano squilibri per la copertura economica della manovra ma che rappresentano essere un segnale di attenzione da parte della politica per il lavoro di migliaia di dipendenti. Nel corso delle repliche, sollecitato dagli interventi della senatrice Lorenzin e del senatore Manca, i quali criticando la manovra chiedevano maggiore incisività al Governo, ulteriori stanziamenti e soluzioni con nuove regole, il vicepresidente Acop Enzo Paolini ha osservato che uno dei modi concreti per migliorare il sistema sarebbe (anzi è) il superamento dell’ottuso sistema dei tetti di spesa e l’applicazione delle norme vigenti ma inapplicate nonostante il monito della Corte Costituzionale.

In particolare l’art 8 quinquies del d.lgs. 502/92 che prescrive l’obbligo di prevedere criteri di remunerazione delle prestazioni extrabudget con regressioni tariffarie, comporterebbe il rispetto della spesa, la garanzia della libera scelta del cittadino e la tutela della libertà d’impresa.
Questo – ha detto Paolini- non si fa perché comporta la fatica di programmare e governare. Ma così si provoca, consapevolmente e colpevolmente , l’incremento della lista d’attesa e/ o la rinuncia alle cure: cose che tutti -a parole – dicono di non volere. Eppure l’esempio della Calabria, Regione sottoposta a piano di rientro e governata da un esponente del centrodestra come Occhiuto – ha concluso Paolini – dimostra che si può fare, dal momento che nel 2024, senza impegnare un solo centesimo in più rispetto al fondo stanziato (e fermo al 2011), con una semplice manovra di regressione tariffaria proporzionale e progressiva, sono state erogate prestazioni di alta specialità che hanno ridotto liste d’attesa ed emigrazione sanitaria.

Dunque si può fare. È un lavoro difficile ma si può fare. Guardando a questi esempi -ha chiuso il Vicepresidente Acop – la manovra in itinere con gli interventi in cantiere può gettare la basi per una inversione di marcia. Senza perniciosi populismi o gargarismi di chi ha contribuito, in stagioni passate, a condurre il Ssn verso inefficienza e disservizi.

04 Novembre 2025

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