Titolo V. Schillaci a difesa della riforma: “Garantisce risposte ai territori. Lo Stato già interviene con piani di rientro e commissari”

Titolo V. Schillaci a difesa della riforma: “Garantisce risposte ai territori. Lo Stato già interviene con piani di rientro e commissari”

Titolo V. Schillaci a difesa della riforma: “Garantisce risposte ai territori. Lo Stato già interviene con piani di rientro e commissari”
Il ministro Schillaci, rispondendo ad un'interrogazione alla Camera ha difeso l'attuale governance regionale della sanità, prevista dal Titolo V, sottolineando come lo Stato intervenga già con strumenti come piani di rientro e commissari per garantire i Lea. Marattin (Misto) ha contestato questo modello, definendolo inefficace e proposando il ripristino della competenza statale per evitare il rischio di mettere in pericolo la natura pubblica e universalistica del Ssn.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, è intervenuto oggi in Aula alla Camera per rispondere all’interrogazione del deputato Luigi Marattin (Misto) sul ripristino di una gestione centralizzata della sanità e su una possibile riforma del Titolo V della Costituzione. Nel suo intervento, il Ministro ha difeso l’attuale assetto di governance regionale, pur riconoscendo le criticità emerse.

“Dal proprio insediamento, questo Governo ha riservato un crescente e costante impegno a favore della sanità pubblica, come dimostrano i dati relativi all’incremento del Fondo sanitario nazionale”, ha esordito Schillaci. Tuttavia, ha aggiunto, “la qualità dei servizi sanitari non dipende solo dall’ammontare delle risorse finanziarie, è strettamente correlata alla loro gestione, programmazione e capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini sul territorio”.

Il Ministro ha ricordato come l’attuale modello, fondato sul Titolo V, consenta “una governance più prossimale rispetto ai cittadini, capace di rispondere a specificità territoriali, alla diversa demografia e ai fabbisogni sanitari locali”. Ha poi precisato i ruoli: allo Stato spetta la determinazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) per garantire uniformità su tutto il territorio nazionale, mentre alle Regioni compete l’organizzazione e la gestione dei servizi, la programmazione sanitaria, la responsabilità finanziaria e i rapporti con il privato accreditato.

“Fermo restando quanto ho fin qui ricordato”, ha proseguito Schillaci, “resta sempre in capo allo Stato l’esercizio delle funzioni di indirizzo, controllo e tutela”. Come esempi di intervento statale ha citato i “Piani di rientro che prevedono misure di riequilibrio economico” e le “eventuali gestioni per tramite di commissari ad acta con poteri straordinari”.

La replica di Luigi Marattin è stata netta: “Quel modello non funziona più, Ministro. Lei è la prova evidente che, quando ha provato con il decreto Liste d’attesa a dire ‘un attimo, qui non funziona’, è dovuto andare a rincorrere 20 regioni e alla fine hanno snaturato quel decreto”. Il deputato ha lanciato un allarme sul rischio che, “se non facciamo azioni forti sulla sanità, prima o poi a qualcuno verrà voglia di superare il modello universalistico pubblico”.

La proposta di Marattin è chiara: “Riportiamo la competenza allo Stato in modo che, se ci sono da fare politiche di efficientamento, lo possiamo fare, ed è l’unico modo per farlo”. Una delega alle Regioni, secondo il deputato, potrebbe essere ripensata solo successivamente, qualora “una regione o più regioni si dimostrassero più efficienti dello Stato”. Un monito conclude il suo intervento: “Se noi non facciamo così, metteremo un giorno a rischio la natura pubblica e universalistica del nostro servizio sanitario nazionale”.

19 Novembre 2025

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