Grandi ustionati Crans-Montana. Schillaci alla Camera: “Il sistema sanitario ha risposto bene, Italia autosufficiente per la cute da trapianto”

Grandi ustionati Crans-Montana. Schillaci alla Camera: “Il sistema sanitario ha risposto bene, Italia autosufficiente per la cute da trapianto”

Grandi ustionati Crans-Montana. Schillaci alla Camera: “Il sistema sanitario ha risposto bene, Italia autosufficiente per la cute da trapianto”

Il ministro della Salute risponde in Aula all'interrogazione di Galeazzo Bignami (FdI). Il Governo fa il punto dopo la tragedia di Crans-Montana: “Nessun bisogno di importare tessuti dall'estero, la nostra rete ha garantito tutto”. Piena operatività della banca del Niguarda, al lavoro su nuove raccolte.

“Il Servizio sanitario nazionale ha risposto e ha risposto bene”. Con queste parole il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha iniziato oggi pomeriggio in Aula alla Camera la sua replica all’interrogazione, a prima firma di Galeazzo Bignami (FdI), sugli interventi per la cura dei grandi ustionati, in particolare dopo l’incidente nel locale di Crans Montana. Un bilancio che si trasforma in un atto di orgoglio per l’intero sistema sanitario e trapiantologico italiano, che in quella tragica emergenza ha dimostrato “solidità” e autonomia.

Il ministro ha descritto una macchina organizzativa collaudata. “A differenza di altre Nazioni europee coinvolte nell’emergenza, l’Italia non ha dovuto importare tessuto cutaneo dall’estero – ha sottolineato con forza Schillaci –. Non ne abbiamo avuto bisogno, perché la rete nazionale delle banche della cute ha garantito l’autosufficienza. E questo non è un caso, ma il risultato di anni di organizzazione e cultura della donazione e investimenti”.

I numeri esposti in Aula danno la misura di questa capacità. L’Italia può contare su 30 banche di tessuti, di cui 5 specializzate nella conservazione. Nel 2024 hanno processato e conservato circa 927.000 centimetri quadrati di cute. Di fronte all’emergenza di Crans-Montana, la banca della cute dell’Ospedale Niguarda di Milano, hub di riferimento per i feriti più gravi, ha già distribuito oltre 19.700 centimetri quadrati di tessuto. Attualmente ne ha disponibili circa 37.000 e sono in programma ulteriori recuperi per soddisfare le necessità terapeutiche residue, già coperte dalla disponibilità autonoma della banca e dal supporto formalizzato di altre strutture.

“Questo è un sistema che funziona”, ha ribadito il ministro, coordinato dal Centro nazionale trapianti, che regola donazione, prelievo, conservazione e uso di organi e tessuti. Un sistema che, però, “si regge su un presupposto fondamentale: la disponibilità di organi e tessuti dipende dal consenso espresso in vita dei cittadini. È un atto di responsabilità civile”.

Proprio per rilanciare questa cultura della donazione, il Ministero annuncia nuove iniziative: campagne di comunicazione, formazione degli operatori e potenziamento dei centri trapianti. “L’evento di Crans-Montana – ha concluso Schillaci – ha messo in evidenza il valore strategico della capacità di risposta emergenziale del nostro Ssn. Continueremo a lavorare per garantire un adeguato approvvigionamento di tessuti, per valorizzare questo patrimonio di competenze e organizzazione. Perché il nostro Servizio sanitario nazionale, quando serve, sa rispondere”. Una risposta che, secondo l’esecutivo, passa attraverso una rete solida e, soprattutto, attraverso la scelta generosa di migliaia di cittadini donatori.

14 Gennaio 2026

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