Sardegna. Stretta sui gettonisti, dal 1 luglio stop ai contratti dei medici di PS
La Sardegna (dati Anac) registra la maggiore spesa pubblica per i “gettonisti”: 328,95 mln nel 2024-2025, seguita da Lombardia (207,39 mln) e Piemonte (156,78 mln). Le condizioni “isolane” non facilitano il reclutamento, ma la Regione è al lavoro. E intanto sono in scadenza, il 30 giugno, i contratti dei medici gettonisti di PS costati, nel solo 2025, 20 milioni di euro.
La Sardegna di fronte alla sfida dei gettonisti. Una questione più che mai rilevante per l’Isola, se si considera che, secondo i dati dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, su oltre 1 miliardo di spesa complessiva nazionale per il personale sanitario esternalizzato nel 2024-2025, ben 328,95 milioni di euro erano in capo alla Sardegna. La quota maggiore tra le Regioni, distante anche dalla Lombardia (207,39 mln) e dal Piemonte (156,78 mln), seconda e terza regione per spesa pubblica complessiva dedicata ai gettonisti (vedi tabella a fondo pagina).
Limitare il dibattito ai costi, tuttavia, non permette di considerare la complessità della questione, con cui devono fare i conti tutte le Regioni, ma che assume un particolare significato in Sardegna, Regione che sconta condizioni oggettive che rendono particolarmente difficile attrarre e trattenere personale sanitario: l’insularità, le distanze interne, la presenza di numerosi presidi in aree disagiate e una competizione sempre più forte con altre regioni e con il settore privato. In un’epoca di carenza di personale sanitario a livello nazionale, è facile comprendere come i gettonisti, in Sardegna, abbiano rappresentato negli ultimi anni una risposta immediata a bisogni non rinviabili. Le prossime scadenze previste dalla normativa impongono, tuttavia, di guardare oltre.
Sono infatti in scadenza di contratti di affidamento del servizio delle attività di pronto soccorso con guardia medica attiva. L’art. 10 del DL 34/2023, infatti, ha eccezionalmente autorizzato gli enti del Ssn ad affidare a terzi i servizi sanitari per 12 mesi e con un’unica possibilità di proroga per ulteriori 12 mesi. In un recente atto alle aziende del Ssr, il DG Salute, Thomas Schael, ricorda che “l’attuale contratto in essere” per la gestione dei servizi di pronto soccorso con guardia medica attiva, cd. gettonisti, “come più volte ribadito anche da ARES, in qualità di stazione appaltante del contratto medesimo, prevede l’inderogabile scadenza al 30 giugno 2026. Pertanto, nel pieno e inderogabile rispetto della norma su citata, questa Direzione generale non è nella possibilità di procedere a eventuali proroghe del contratto che, conseguentemente, verrà a scadenza alla data del 30 giugno 2026”. Si taglia così, a partire dal 1° luglio, una voce di spesa che, per il solo 2025, è stata pari a 20 milioni. Contestualmente, però, resta la necessità dare continuità al servizio.
La scadenza di oggi erano comunque nota e attese da tempo. La Regione ha già messo in campo azioni per superare progressivamente la dipendenza dai gettonisti, rafforzando gli organici, bandendo nuovi concorsi e costruendo soluzioni più stabili per i pronto soccorso e per i reparti più esposti alla carenza di personale. Un percorso che, nel tempo, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe portare anche a una riduzione della spesa (pari a 6,5 milioni per il 2025) per la copertura degli incarichi di medici negli Ascot e Ascot, gli Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriale creati per garantire assistenza di base nei territori rimasti senza medico di famiglia, di cui un giorno si spera di non avere più alcun bisogno.
La direzione intrapresa dalla Regione va nel senso di ridurre la precarietà e le esternalizzazioni in favore di una nuova centralità del servizio pubblico, con medici e infermieri che scelgano di restare nel servizio pubblico, con condizioni dignitose, percorsi chiari e una visione di lungo periodo che possa valorizzare la loro professionalità.
Negli scorsi giorni la presidente della Regione, assessora ad interim alla Sanità, Alessandra Todde, insieme al Direttore Generale della sanità, ThomasSchael, hanno annunciato anche nuove misure per sostenere il personale e il suo reclutamento.
La prima misura è l’istituzione di un albo unico regionale per reclutare medici in regime libero professionale disponibili per le strutture di emergenza-urgenza. In particolare, l’albo prevede le seguenti retribuzioni:
medici laureati non specializzati e specializzandi dei primi anni: 40 euro l’ora
specializzandi ultimo e penultimo anno: 80 euro l’ora
medici specializzati: 100 euro l’ora.
Il secondo provvedimento consiste in una delibera che omogenizza e definisce il valore delle prestazioni aggiuntive dei medici strutturati e degli infermieri dipendenti delle aziende regionali. In particolare, con questa delibera si prevedono le seguenti retribuzioni:
per le prestazioni aggiuntive intra aziendali 100 euro l’ora per i medici e 60 per il comparto.
per le prestazioni aggiuntive extra aziendali 140 euro l’ora più rimborso chilometrico per la trasferta e 80 l’ora per il comparto più rimborso chilometrico.
“Oggi i gettonisti sono retribuiti per circa 90 euro l’ora, di cui 30 destinati alla società fornitrice e solo 60 euro al medico “gettonista”. La nostra convinzione è che ogni euro speso per i medici sardi è da noi considerato ben speso”, ha detto Todde
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