Gentile Direttore,
la riorganizzazione dell’assistenza territoriale rappresenta una delle principali sfide che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è chiamato ad affrontare. In questo contesto, la riflessione sulle Cure Primarie Pediatriche non può limitarsi a una revisione degli assetti organizzativi esistenti, ma richiede un ripensamento più profondo dei modelli culturali e assistenziali che hanno guidato finora la presa in carico dell’età evolutiva.
Il Gruppo di Lavoro ACP sulla Riorganizzazione delle Cure Primarie Pediatriche ha elaborato una proposta nata dalla pratica clinica e dal confronto tra professionisti di diverse realtà territoriali italiane. La proposta parte da una constatazione: il sistema attuale delle Cure Primarie Pediatriche, per tempo punto di forza del nostro SSN, non appare più ben adeguato ai bisogni di salute di bambini, bambine, adolescenti e delle loro famiglie.
La frammentazione dei servizi, il modello individualistico del Pediatra di Libera Scelta (PLS) , la scarsa integrazione tra territorio e ospedale e la poca connessione tra servizi sanitari, sociali, educativi e Terzo Settore contribuiscono a generare disuguaglianze, inappropriatezza e difficoltà di accesso, soprattutto per le persone e le famiglie che vivono condizioni di maggiore vulnerabilità sociale, economica o sanitaria. ruolo del pls come prerogativa italiana dell’assistenza pediatrica
La proposta ACP che si fonda sul riconoscimento del ruolo del PLS quale prerogativa del nostro SSN, parte da un cambio di paradigma: passare da un sistema centrato prevalentemente sull’erogazione di prestazioni a un sistema orientato ai bisogni di salute e ai diritti di bambini, bambine, adolescenti e delle loro famiglie. Il riferimento culturale e scientifico è la Nurturing Care Framework dell’OMS nelle sue cinque componenti.
La proposta ACP consiste nel passaggio da un modello centrato sulla presa in carico del singolo paziente a un modello orientato alla presa in carico dei bisogni di salute di una popolazione pediatrica definita (0-18 anni). La Pediatria delle Cure Primarie non più concepita esclusivamente come luogo di risposta alla domanda clinica individuale, ma come sistema di salute pubblica territoriale responsabile della promozione della salute, della prevenzione, della riduzione delle disuguaglianze e della presa in carico delle fragilità che interessano una comunità di bambini, bambine, adolescenti e famiglie. Questo consente di programmare interventi basati sui bisogni reali, di misurare gli esiti di salute e di orientare in modo più appropriato le risorse disponibili, mantenendo al contempo il rapporto fiduciario tra pediatra, bambini/e e famiglia come elemento fondante della pediatria territoriale italiana.
La proposta interpreta inoltre i principi del DM 77/2022 alla luce delle specificità dell’età evolutiva, ancora scarsamente considerate negli attuali modelli organizzativi territoriali.
Essa si articola in tre livelli progressivi e funzionalmente integrati.
Il primo livello è rappresentato dalla Pediatria di Gruppo Integrata: un’équipe multiprofessionale composta da Pediatra di Famiglia, Infermiere di Famiglia con competenze pediatriche e Segreteria clinica dedicata, che condivide responsabilità assistenziali, organizzative e di salute pubblica.
Il secondo livello è costituito dallo Spoke Pediatrico, luogo di integrazione clinica e organizzativa, con attività di prevenzione, promozione della salute, gestione delle cronicità, telemedicina, supporto ai primi mille giorni di vita, salute mentale e neuroevolutiva, percorsi per l’adolescenza e collaborazione con le reti territoriali.
Il terzo livello è rappresentato dalla Casa della Comunità Hub: nodo di integrazione tra i servizi sanitari, sociali ed educativi, i servizi specialistici, il mondo educativo, l’associazionismo e il Terzo Settore, per costruire una reale rete di prossimità per l’età evolutiva.
Particolare rilevanza ha la presa in carico delle vulnerabilità sociali e sanitarie, delle fragilità neuro evolutive e della salute mentale, dei bisogni dei primi mille giorni di vita e delle problematiche dell’adolescenza.
La proposta dell’ACP non intende affrontare aspetti sindacali, ma offrire un contributo scientifico, culturale e organizzativo. In questa prospettiva, la riorganizzazione delle Cure Primarie Pediatriche rappresenta una scelta di salute pubblica per la tutela dei diritti, delle opportunità di sviluppo e dell’equità di salute delle nuove generazioni. Investire oggi in una rete di Cure Primarie Pediatriche integrata, multiprofessionale e orientata ai bisogni dell’età evolutiva significa contribuire alla costruzione di un SSN più equo e più vicino alle persone.
Stefania Manetti
Pediatra di Cure primarie, Presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, componente del Gruppo di Lavoro ACP: “Riorganizzazione delle Cure Primarie Pediatriche”