Medicina estetica. Schillaci al Senato: “Più controlli e un registro pubblico dei medici. Basta improvvisazione”

Medicina estetica. Schillaci al Senato: “Più controlli e un registro pubblico dei medici. Basta improvvisazione”

Medicina estetica. Schillaci al Senato: “Più controlli e un registro pubblico dei medici. Basta improvvisazione”

Il ministro risponde a un'interrogazione della Lega: "Il settore per anni senza norme. Con gli emendamenti al Ddl Prestazioni sanitarie, registri provinciali e requisiti formativi per chi opera".

“Dietro ogni intervento di medicina estetica c’è una persona vera, spesso giovane, spesso convinta da una pubblicità magari vista su Instagram la sera prima”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha aperto la sua risposta in Aula al Senato a un’interrogazione della Lega sul tema della medicina estetica.

“È un tema che, purtroppo, ci tocca da vicino e lo dico da medico, prima che da Ministro”, ha dichiarato Schillaci, ricordando che il fenomeno è seguito da tempo dal Ministero. I numeri parlano chiaro: dopo la campagna dei NAS nel 2025 con 1.160 strutture controllate, l’attività è aumentata. Nel primo semestre del 2026 sono stati effettuati 777 controlli su centri e ambulatori estetici. “I controlli ci sono e funzionano, ma da soli non bastano”, ha sottolineato il ministro.

“Il problema di fondo è che questo settore per anni non ha avuto una specifica normativa e senza una normativa non c’è neanche un percorso formativo obbligatorio uguale per tutti: chiunque o quasi poteva definirsi esperto di medicina estetica”, ha spiegato Schillaci.

Per questo, il ministro ha espresso convinto sostegno alle proposte emendative contenute nel disegno di legge Atto Camera 2365, oggi all’esame del Parlamento. “Esse prevedono, per la prima volta, l’istituzione presso gli ordini dei medici e degli odontoiatri di registri provinciali dedicati. Chi vuole iscriversi dovrà passare al vaglio di un’apposita commissione che verificherà il possesso dei titoli. Questi registri saranno pubblici, consultabili online da chiunque sui siti della Federazione nazionale degli ordini: una vera trasparenza”.

Per la chirurgia plastica estetica nel privato, la soglia va ancora alzata: “Potrà esercitarla solo chi ha la laurea in medicina e una specializzazione di area medica, oppure chi già opera da anni con una casistica operatoria comprovata di almeno sette anni verificata dall’ordine professionale, non un’autocertificazione”, ha precisato Schillaci.

Il ministro ha poi ricordato la circolare dell’11 maggio scorso sulla distribuzione e vendita dei filler a uso iniettivo, “spesso venduti anche online”. “Si tratta di dispositivi che possono essere utilizzati solo da professionisti sanitari qualificati, perché il loro impiego richiede specifiche competenze professionali. Con questa circolare tuteliamo i cittadini e rafforziamo la tutela della salute pubblica”.

Schillaci ha infine annunciato che si valuta favorevolmente la proposta di istituire un tavolo tecnico istituzionale, con l’obiettivo di raccordare le competenze dei diversi attori coinvolti per contrastare l’esercizio abusivo della professione e garantire una corretta informazione al cittadino.

“È chiaro che rimangono ancora cose da fare, ma la direzione è quella giusta: più formazione, più trasparenza, meno spazio per chi gioca con la salute delle persone per fare cassa sui social”, ha concluso il ministro. “Su questo il Ministero non abbasserà la guardia”.

02 Luglio 2026

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