Ddl professioni sanitarie. Bocciato il riconoscimento degli odontotecnici: una scelta incomprensibile

Ddl professioni sanitarie. Bocciato il riconoscimento degli odontotecnici: una scelta incomprensibile

Ddl professioni sanitarie. Bocciato il riconoscimento degli odontotecnici: una scelta incomprensibile

Gentile direttore, in Commissione Affari Sociali della Camera, durante l’esame degli emendamenti accantonati al disegno di legge di delega al Governo in materia di professioni sanitarie, la maggioranza continua a respingere quasi tutte le proposte emendative presentate dalle opposizioni 

Gentile direttore,
in Commissione Affari Sociali della Camera, durante l’esame degli emendamenti accantonati al disegno di legge di delega al Governo in materia di professioni sanitarie, la maggioranza continua a respingere quasi tutte le proposte emendative presentate dal Partito Democratico e dalle altre forze di opposizione, nonostante siano finalizzate a dare risposte concrete alle esigenze dei professionisti della salute.

Nella giornata di ieri è stato respinto anche un emendamento a mia prima firma sul riconoscimento della figura dell’odontotecnico come professione sanitaria. Una bocciatura motivata da argomentazioni che ritengo del tutto infondate e che desidero contestare pubblicamente, così come ho già fatto in Commissione.

L’emendamento affrontava un tema dibattuto da anni: il riconoscimento dell’odontotecnico come professione sanitaria con iscrizione a un apposito albo. Il riconoscimento delle figure che operano nel settore sanitario è da tempo oggetto di un ampio confronto istituzionale e professionale. La nostra proposta mirava a valorizzare il ruolo dell’odontotecnico, senza alcuna sovrapposizione con le competenze dell’odontoiatra. Al contrario, intendeva riconoscere il valore e le responsabilità di un professionista che, pur non intervenendo direttamente sul paziente, svolge un’attività altamente qualificata nella progettazione, costruzione e riparazione dei dispositivi medici utilizzati in odontoiatria.

Non si tratta di una proposta estemporanea. Un analogo provvedimento era stato già adottato dal Ministro Veronesi con decreto ministeriale, ma il suo iter si è interrotto a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, che ha demandato la materia a un Accordo Stato-Regioni. Un accordo che, per anni, non è stato possibile raggiungere anche a causa di forti resistenze di natura corporativa. Per questo oggi l’unica strada percorribile è quella di un intervento legislativo.

A rafforzare questa impostazione vi è anche il pronunciamento del Consiglio di Stato, che ha chiaramente riconosciuto la legittimità dell’inquadramento dell’odontotecnico come professione sanitaria, escludendo qualsiasi sovrapposizione con le competenze proprie degli odontoiatri.

La maggioranza, tuttavia, ha evitato di confrontarsi nel merito della proposta. Sarebbe stato difficile farlo, soprattutto alla luce della posizione espressa dal Consiglio di Stato. Ha invece scelto di giustificare il voto contrario sostenendo che non sarebbe possibile istituire nuovi ordini professionali, arrivando persino a richiamare un presunto orientamento europeo che impedirebbe tale scelta e del quale, però, non esiste alcuna traccia.

Una tesi che non regge per almeno tre ragioni.

In questa stessa legislatura è stata approvata l’istituzione dell’Ordine e dell’Albo dei pedagogisti, dimostrando che la creazione di un nuovo ordine professionale è assolutamente possibile, senza alcun ostacolo o censura da parte dell’Unione europea.

Qualora l’odontotecnico fosse riconosciuto come professione sanitaria, non sarebbe neppure necessario istituire un nuovo ordine, poiché troverebbe naturale collocazione all’interno dell’Ordine dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, nell’ambito delle professioni sanitarie tecniche disciplinate dall’articolo 3 della legge n. 251 del 2000.

Il riconoscimento di una nuova professione sanitaria non comporta automaticamente l’istituzione di un nuovo ordine professionale. Basti ricordare che diciassette professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione sono rimaste prive di tutela ordinistica per decenni. Solo con la legge n. 3 del 2018 lo Stato ha deciso di ricomprenderle nell’Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica, senza creare un nuovo ordine. La stessa legge ha inoltre istituito la professione sociosanitaria del sociologo, senza prevedere uno specifico ordine professionale.

È dunque evidente che questa maggioranza preferisce assecondare pressioni corporative piuttosto che perseguire l’interesse generale, perdendo ancora una volta l’occasione di riconoscere la dignità e il valore di una professione fondamentale per il nostro sistema sanitario.

Noi continueremo a portare avanti questa battaglia con determinazione, convinti che sia un dovere della politica creare le condizioni per valorizzare le professioni sanitarie, migliorare le prospettive di chi le esercita oggi e offrire maggiori opportunità alle generazioni future.

Concludo richiamando una celebre riflessione di Alcide De Gasperi: «Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alle prossime generazioni.» È con questo spirito che continueremo a sostenere il riconoscimento dell’odontotecnico come professione sanitaria.

Ilenia Malavasi
Capogruppo Deputati Pd Commissione Affari Sociali della Camera

03 Luglio 2026

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