Si chiude dopo diciannove mesi il commissariamento dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma. Dal 1° luglio la proprietà dell’Istituto è passata alla Fondazione LIFE, organismo costituito da Regione Lazio, Inail ed Enea Tech e Biomedical, che assume la guida di uno dei principali poli italiani dedicati alle neuroscienze e alla neuroriabilitazione.
L’operazione conclude il percorso di risanamento avviato nell’ottobre 2024, quando il Santa Lucia era stato posto in amministrazione straordinaria per far fronte a una grave situazione debitoria che ne metteva a rischio la continuità assistenziale e scientifica. Il rilancio è stato reso possibile grazie al lavoro congiunto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Ministero della Salute, della Regione Lazio e dei commissari straordinari Andrea Azzaro, Marco Lacchini e Annarita Panebianco.
Il piano industriale predisposto durante la gestione commissariale prevede un importante programma di sviluppo dell’Istituto. Tra gli interventi già avviati figurano l’ampliamento dei posti letto da 325 a 365, la completa ristrutturazione di due reparti, la realizzazione di un nuovo padiglione destinato alla riabilitazione extraospedaliera e la riorganizzazione degli accessi ai servizi ospedalieri. Il piano punta inoltre a rafforzare il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica clinica, rendendo disponibili nuove terapie sviluppate all’interno dell’Istituto.
Anche sul fronte occupazionale sono previsti investimenti significativi. Entro la fine dell’anno saranno assunte oltre 150 nuove unità di personale, portando l’organico complessivo a circa mille dipendenti tra ricercatori, personale sanitario e amministrativo.
Il futuro dell’IRCCS sarà incentrato sul potenziamento delle neuroscienze e della riabilitazione neurologica, con particolare attenzione ai percorsi dedicati ai pazienti colpiti da ictus, malattie neurodegenerative, lesioni midollari e amputazioni. Tra i progetti previsti figurano anche la realizzazione di un nuovo blocco chirurgico e lo sviluppo di percorsi multidisciplinari dedicati alle patologie del sistema nervoso e al dolore neuropatico.
Particolare rilievo continuerà ad avere l’attività scientifica, attraverso il rafforzamento delle collaborazioni con università, istituti di ricerca e imprese e la valorizzazione del lavoro degli oltre 300 ricercatori attivi presso il Santa Lucia.
Nel corso della presentazione del nuovo assetto, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito l’operazione “una scelta che ha consentito di preservare e rilanciare un’eccellenza del Servizio sanitario nazionale”.
“La scelta di dare vita a una Fondazione, in cui anche le istituzioni hanno assunto un ruolo centrale, ha consentito di preservare e rilanciare un’eccellenza del Servizio sanitario nazionale, riconoscendone il valore strategico per il sistema della ricerca sanitaria italiana e garantendo la continuità di una missione che integra quotidianamente assistenza, ricerca e innovazione”, ha dichiarato il ministro.
Schillaci ha ricordato il sostegno assicurato dal Ministero della Salute durante la fase commissariale, evidenziando come siano stati garantiti i finanziamenti ai progetti di ricerca già avviati e la partecipazione dell’Istituto alle iniziative del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“Abbiamo investito oltre 3,5 milioni di euro per rafforzare la partecipazione ai programmi europei di ricerca. Il Santa Lucia partecipa oggi a 15 progetti di Horizon Europe. Inoltre sono stati destinati oltre 500 mila euro per l’ammodernamento delle infrastrutture di ricerca e circa 14 milioni di euro attraverso il Pnrr, grazie ai 14 progetti finanziati nell’ambito della Missione Salute”, ha spiegato.
Per il ministro, il rilancio del Santa Lucia si inserisce nel più ampio percorso di riforma degli IRCCS.
“Gli Irccs rappresentano una delle espressioni più avanzate del Servizio sanitario nazionale. La riforma punta a rafforzarne il ruolo strategico, favorendo il trasferimento dell’innovazione nella pratica clinica, lo sviluppo delle reti nazionali e internazionali e la valorizzazione dei risultati della ricerca”, ha affermato.
Schillaci ha infine sottolineato come “il patrimonio più importante di un Irccs sia rappresentato dai suoi professionisti: medici, ricercatori, operatori sanitari e personale tecnico e amministrativo che rendono possibile ogni giorno l’integrazione tra ricerca e assistenza”.
Soddisfazione è stata espressa anche dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FP di Roma e Lazio, che hanno definito il salvataggio dell’Istituto “il risultato della determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Secondo i sindacati, il nuovo corso dovrà essere caratterizzato da investimenti, valorizzazione del personale e consolidamento delle attività assistenziali e di ricerca. Le tre sigle hanno inoltre assicurato che continueranno a vigilare affinché gli impegni assunti siano pienamente rispettati e il rilancio dell’IRCCS trovi piena attuazione.