Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030

Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030

Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030

Il Who Pandemic Hub lancia un piano quinquennale per rafforzare la capacità di tutti i Paesi di identificare rapidamente i focolai epidemici e prevenirne la diffusione. Al centro della strategia IA, sorveglianza genomica, condivisione dei dati e cooperazione internazionale. Tedros: “La nuova strategia traccia un percorso chiaro verso il 2030, riunendo governi e partner attorno a un obiettivo comune”

Individuare e comprendere le nuove minacce sanitarie entro 24 ore dalla loro comparsa, per intervenire tempestivamente ed evitare che i focolai si trasformino in epidemie o pandemie.

È l’ambizioso obiettivo fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) con la nuova strategia quinquennale del Who Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence, che punta a rafforzare entro il 2030 la capacità di tutti i Paesi di riconoscere e affrontare rapidamente i rischi emergenti per la salute pubblica.

Il piano mette al centro il potenziamento dei sistemi di sorveglianza, delle competenze scientifiche e della cooperazione internazionale, con l’obiettivo di consentire ai Paesi di identificare precocemente le minacce sanitarie e contenerle prima che possano diffondersi su larga scala o oltrepassare i confini nazionali.

“A cinque anni dalla sua creazione, il Who Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence è diventato parte integrante del sistema globale di sicurezza sanitaria – ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in occasione dell’apertura del World Health Summit di Berlino – la nuova strategia traccia un percorso chiaro verso il 2030, riunendo governi e partner attorno a un obiettivo comune: un mondo in cui ogni Paese possa rispondere rapidamente alle minacce sanitarie prima che si trasformino in grandi crisi”.

Dalla pandemia di Covid-19 a una rete globale di sorveglianza

Istituito nel 2021 con il sostegno del Governo tedesco, il Who Pandemic Hub è nato per rispondere alle criticità emerse durante la pandemia di Covid-19, che aveva evidenziato importanti lacune nella capacità di individuare tempestivamente e comprendere le minacce epidemiche. In questi cinque anni l’Hub ha collaborato con 160 Stati membri dell’Oms, 190 organizzazioni partner e migliaia di scienziati e decisori politici, contribuendo a rafforzare le attività di identificazione delle minacce epidemiche, sequenziamento e riconoscimento dei patogeni e sostegno agli interventi rapidi per la protezione delle comunità.

Le cinque iniziative prioritarie

La nuova strategia punta a consolidare questi risultati attraverso cinque iniziative prioritarie, che integrano strumenti digitali, analisi dei dati, sorveglianza genomica e collaborazione scientifica.

Una delle principali iniziative è Epidemic Intelligence from Open Sources (EIOS), il sistema che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare quotidianamente, in tempo reale, migliaia di fonti pubblicamente disponibili e individuare segnali di potenziali minacce per la salute. La piattaforma coinvolge una comunità globale di oltre 4mila esperti ed è utilizzata da più di 125 Stati membri e 30 organizzazioni regionali e internazionali. L’obiettivo è rafforzare la capacità di riconoscere precocemente i segnali di possibili emergenze sanitarie attraverso l’analisi delle informazioni disponibili.

Un secondo pilastro è rappresentato dall’International Pathogen Surveillance Network (IPSN), la rete internazionale di sorveglianza dei patogeni, che punta a rafforzare le capacità di sequenziamento genomico e bioinformatica per identificare e comprendere i patogeni emergenti. Queste attività possono contribuire ad accelerare lo sviluppo di test diagnostici, trattamenti e vaccini. La strategia prevede inoltre il rafforzamento del Collaboratory, una rete che mette in collegamento oltre 2.000 esperti di modellistica e scienza dei dati, mobilitabili rapidamente in caso di nuove minacce sanitarie.

Un’altra iniziativa riguarda la Collaborative Surveillance Initiative, già attuata in oltre 83 Paesi, che sostiene il rafforzamento delle istituzioni nazionali, dei sistemi di sorveglianza e delle competenze del personale impegnato nell’individuazione delle minacce sanitarie. Il programma si basa sull’approccio One Health, che considera in maniera integrata la salute umana, animale e ambientale.

Tra le novità della strategia figura la Digital Enablers for Public Health Intelligence Initiative, un nuovo programma dedicato allo sviluppo di sistemi digitali sicuri per facilitare la condivisione, l’analisi e l’utilizzo dei dati tra Paesi e organizzazioni partner. L’iniziativa punta inoltre a sostenere un’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale nelle attività di intelligence sanitaria.

Investimenti e cooperazione internazionale per raggiungere l’obiettivo del 2030

Il Who Pandemic Hub rappresenta uno dei pilastri del Programma dell’Oms per le emergenze sanitarie e svolge un ruolo di raccordo tra istituzioni, comunità scientifica e organizzazioni partner, favorendo l’innovazione e la mobilitazione di competenze e risorse.

Secondo l’Oms, raggiungere l’obiettivo di consentire a tutti i Paesi di individuare e comprendere le minacce emergenti entro 24 ore richiederà investimenti costanti, partnership basate sulla fiducia e una solida cooperazione tra settori, discipline e Paesi.

La sfida delineata dalla strategia è quindi rafforzare la capacità collettiva di prevenire e affrontare le emergenze sanitarie, intervenendo sui primi segnali di rischio prima che possano trasformarsi in crisi di dimensioni maggiori.

La strategia quinquennale

E.M.

12 Ottobre 2026

© Riproduzione riservata

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