Ospedali a confronto. Attenti ai numeri in libertà

Ospedali a confronto. Attenti ai numeri in libertà

Ospedali a confronto. Attenti ai numeri in libertà

Gentile Direttore,
devo ritornare sul tema dei “grandi ospedali a confronto” perché, pur se le osservazioni di Ernesto Petti & Co sono assolutamente centrate e condivisibili, la tabella allegata al loro articolo porta nuovamente fuori strada e dimostra l’inadeguatezza della struttura attuale dei bilanci nel rappresentare i fenomeni, non solo economici, che caratterizzano un ospedale.
 
Dato che i numeri, più che le parole, sono “pietre”, vorrei osservare che il confronto del rapporto tra valore totale della produzione e costi è fuorviante proprio per i motivi addotti da Petti: il valore totale include i finanziamenti extratariffari per le funzioni, che valgono complessivamente oltre 600 milioni di € e che dipendono dalle caratteristiche dell’ospedale, ma non sono direttamente correlati alla complessità dei casi trattati.
 
E’ evidente che un DEA di II livello, con funzione di hub in più reti di specialità, riceve un finanziamento integrativo più consistente di chi, come il San Filippo Neri, queste funzioni le ha in parte perdute (sulla carta, per via del DCA 80, continuando poi giocoforza a svolgerle). Invito poi ad andare a rivedere il DCA 15/2013 del 15.2.2013, che finanzia per il 2012 gli obiettivi di PSN per altri 150 milioni di €, utilizzando una suddivisione tra ASL, AO e Policlinici Universitari a dir poco oscura, con attribuzione del finanziamento a fine anno e conseguente richiesta di  rendicontazione “postuma”.
 
Inoltre, il valore della produzione presente nei bilanci 2011 è al netto degli abbattimenti tariffari  per inappropriatezza del 2010 e del 2011 e non mette in evidenza le aziende che stanno effettuando  un percorso virtuoso di recupero.
 
In conclusione, come accade spesso in sanità, qualsiasi semplificazione è pericolosa e ogni dato deve essere interpretato. Se condividiamo questa impostazione, se teniamo conto della particolare struttura dei costi delle aziende ospedaliere e monitoriamo i trend annuali (piuttosto che fare analisi “puntuali”), allora gli studi economico-gestionali rappresenteranno un reale valore aggiunto.
 
Lorenzo Sommella
Direttore Generale f.f. ACO S. Filippo Neri

17 Aprile 2013

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