Pronto soccorso. Non è con i medici di famiglia in corsia che si risolve il problema

Pronto soccorso. Non è con i medici di famiglia in corsia che si risolve il problema

Pronto soccorso. Non è con i medici di famiglia in corsia che si risolve il problema

Gentile Direttore,
che si possano cantare le lodi del progetto sperimentale AmbMed “Percorso veloce codici bianchi e verdi” nato dall'accordo FIMMG Lazio – Polverini per risolvere il problema dell'affollamento dei PS, appare quanto meno grottesco. Ed è difficile pensare che gli operatori di PS e, soprattutto, i cittadini possano essere "incantati" dalle cifre prodotte dopo un anno di questa inutile sperimentazione.
 
E' noto ormai a tutti che i problemi dei PS hanno ben altre radici rispetto agli accessi cosiddetti inappropriati.  I protagonisti del sovraffollamento, sempre più drammatico, sono pazienti critici, spesso anziani e con più patologie, mai con patologie minori, che attendono un posto letto in un reparto di degenza e che vengono invece assistiti e curati per giorni e giorni in PS su di una barella in assoluta, intollerabile promiscuità. Con tanti saluti alla dignità della persona.
 
L'esperimento degli ambulatori medici dentro i PS gestito da medici di Medicina Generale va detto a chiare lettere è un fallimento: anche il decreto Balduzzi sul riordino delle Cure Primarie, pone come principio quello di attivare, se non presenti, i Centri di Cure Primarie, in luoghi distinti dagli ospedali.
Regioni come la Toscana dove Centri di Cure Primarie sono attivi, ma lontani dai presidi ospedalieri, hanno veramente ridotto gli accessi nei PS ed hanno fornito una reale risposta del Territorio all'Ospedale.
 
Che il Medico di MG vada in Ospedale a fare ambulatorio e se necessario, richieda anche le prestazioni diagnostiche allo stesso ospedale non è una risposta alternativa!! Il Paziente sempre in ospedale finisce e  va sempre ad occupare strutture dell'ospedale.
Sono state investite notevoli risorse economiche su questo finto progetto da parte della regione, circa  2 milioni e 500 mila euro, risorse che potevano essere meglio impiegate per dare un po' di ossigeno alla drammatica carenza di personale qualificato nei PS, invece di sostenere gli organici insufficienti con vergognosi contratti co-co-co che non raggiungono 1000 euro al mese, e far letteralmente "scoppiare" in turni massacranti i medici di ruolo.
La stessa FIMMG è pienamente consapevole che il ruolo del MMG dovrà cambiare e che lo sviluppo e l'estensione dei VERI progetti di Cure Primarie passano attraverso una ridefinizione del territorio ed un potenziamento delle strutture di diagnostica dello stesso, nonché attraverso la riconversione di strutture ospedaliere già chiuse o in procinto di essere chiuse.
 
Questa sperimentazione ha chiuso un oscuro triennio di "malagestione" della sanità da parte della Regione Lazio, cominciato con i Camper nelle piazze e nei mercati, con medici ospedalieri costretti a fare pseudo prevenzione a solo scopo propagandistico, passato per l'ambulatorio Blu per l'influenza e finito con i MMG nei PS. 
Operatori sanitari e cittadini stanno duramente pagando  per queste scelte puramente demagogiche, da parte di un ex governo regionale che non ha saputo tirare fuori uno "straccio" di programmazione sanitaria, soprattutto nell’ambito dell’ emergenza
 
Se nel febbraio 2012 faceva notizia il massaggio cardiaco a terra in PS, oggi la situazione dei PS è, sembra incredibile, drammaticamente peggiorata. Nel 2012, durante il progetto AmbMed, al San Camillo Forlanini 700 pazienti hanno sostato in PS più di tre giorni, nel 2011 erano stati “solo” 393. Però forse tutti si sono e ci siamo abituati al degrado e il PS che scoppia non fa più notizia.
Ma quali sono i successi da "cantare"? 
 
Sandro Petrolati
Coordinatore commissione emergenza Anaao Assomed

Sandro Petrolati

22 Aprile 2013

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