Cuore. “Nutriheart”, la ricerca per trovare gli “alimenti farmaco”

Cuore. “Nutriheart”, la ricerca per trovare gli “alimenti farmaco”

Cuore. “Nutriheart”, la ricerca per trovare gli “alimenti farmaco”
Coofinanziata dal Friuli Venezia Giulia e dall'UE, con partner imprese, università ed enti di ricerca. Si concluderà nel giugno 2014. Obiettivo, identificare i fattori genetici e i meccanismi molecolari che predispongono all'insorgenza di malattie cardiovascolari. E capire come prevenirle "mangiando".

Identificare i fattori genetici e i meccanismi molecolari che predispongono all'insorgenza di malattie cardiovascolari, sviluppando percorsi alimentari personalizzati e diffondendo informazioni in merito alla prevenzione. Sono questi i principali obiettivi del progetto di ricerca industriale Nutriheart, "Malattie cardiovascolari: dai fattori di rischio genetico ed ambientale alla prevenzione mediante componenti nutrizionali innovativi". L’iniziativa coinvolge numerosi partner del Friuli Venezia Giulia tra cui imprese, università, enti di ricerca e parchi scientifici e tecnologici, in una stretta collaborazione territoriale tra la ricerca pubblica e l'applicazione industriale.

Il progetto, avviato nell’ottobre 2010, è cofinanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall’Unione Europea tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale, e terminerà nel giugno 2104. Le finalità dell’iniziativa riguardano essenzialmente l’identificazione di fattori genetici, molecolari e ambientali di rischio per le malattie cardiovascolari. E’ inoltre previsto lo sviluppo di: test che permettano diagnosi rapide e accurate e la valutazione in vivo della capacità antiossidante di nutrienti funzionali; alimenti e integratori mirati alla prevenzione di malattie cardiovascolari; azione di disseminazione delle evidenze scientifiche per migliorare educazione e igiene alimentare.
 
Oltre alla ricerca in laboratorio, tra gli obiettivi c'è anche la comunicazione, da intendere come vettore su cui costruire l'educazione alimentare dei cittadini. "La dieta ipercalorica e lo stile di vita sedentario aumentano l'incidenza dell'obesità, anche in età pediatrica, e favoriscono l'insorgenza di malattie come il diabete, l'ipertensione e le malattie coronariche – ha sottolineato Bruno Stefanon, coordinatore scientifico del progetto – Uno degli obiettivi di Nutriheart è di sviluppare nuovi alimenti funzionali, integratori, nutraceutici. Sono i cosiddetti alimenti farmaco, utili per prevenire problemi cardiovascolari e per migliorare la condizione di chi già ne soffre".
 
Valutazioni corroborate dalla valutazione che alcuni nutrientu funzionali sono in grado di ridurre il rischio, potenziando la capacità antiossidante dell'organismo grazie alla diminuzione dell'attività dei radicali liberi, tra i principali meccanismi patogenetici di tali malattie. Affrontare i problemi cardiovascolari non sortisce soltanto effetti benefici in termini di salute, ma garantisce anche un enorme impatto economico. I costi per affrontare tale emergenza sono infatti impressionanti: le malattie cardiovascolari sono costate nel 2006 circa 192 miliardi di euro, dovuti per il 57% (circa 110 miliardi) ai costi sanitari, per il 21% (circa 40 miliardi) alla produttività persa e per il 22% (circa 42 miliardi) alle cure informali.

Le spese sanitarie dirette ammontano a 223 euro/anno pro capite: sono le malattie che hanno i costi economici, oltre che umani, più elevati d’Europa. Numerosi aspetti relativi agli stili di vita, come fumo, dieta, attività fisica e consumo di alcolici, sono corresponsabili di tali patologie. Per quanto riguarda la dieta, che rappresenta una delle principali cause di malattie cardiovascolari, le abitudini a tavola, un tempo molto diverse tra Paese e Paese, stanno ora convergendo: infatti, sta migliorando la dieta dei Paesi del nord Europa, ma peggiora quella dei Paesi dell’Europa del Sud, come l’Italia, del Centro e dell’Est.

24 Aprile 2013

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