Programma nazionale esiti. Bissoni (Agenas): “Dati preziosi, ma da maneggiare con cura”

Programma nazionale esiti. Bissoni (Agenas): “Dati preziosi, ma da maneggiare con cura”

Programma nazionale esiti. Bissoni (Agenas): “Dati preziosi, ma da maneggiare con cura”
"Il Pne è un importante strumento per migliorare il sistema, attuare i giusti correttivi e dare la qualità di cura". Così il presidente di Agenas alla presentazione del Programma nazionale esiti, già anticipato da QS. Sottolineato come i dati vadano maneggiati con cura: "Farne un uso improprio è pericoloso". Migliorano alcune attività di assistenza a grande impatto, come i parti cesarei.

“Grazie alle informazioni puntuali sulle singole attività che vengono svolte nelle strutture possiamo mettere in atto il processo di miglioramento dei servizi che deve tendere a tutti i cittadini. Perché avere una corretta informazione oltre a essere un diritto del cittadino, è importante e utile al momento della scelta del luogo di cura. E i dati sugli esiti elaborati dall’Agenas sono un ottimo strumento per poter centrare questo obiettivo”.
 
È quanto ha affermato Giovanni Bissoni, presidente dell’Agenas nel corso della presentazione ufficiale, questa mattina, dei dati del programma nazionale esiti curato da Agenas e già anticipati su Quotidiano sanità.
 
“Il Pne risponde ad un obiettivo di sanità pubblica e ad un dovere di trasparenza – ha affermato Bissoni – come tutti i programmi di valutazione attuati anche in altri Paesi ha sicuramente dei rischi, ma è un importante strumento di miglioramento del sistema utile per attuare i giusti correttivi e dare la qualità di cura. Una qualità che deve essere accessibile a tutti i cittadini senza disparità. Non dimentichiamo che la scelta del luogo di cura non è sempre possibile per motivi organizzativi e per motivi dimensionali. E questo problema è sempre più grande nel momento in cui accorciamo la coperta. Il tetto di 3,7 posti letto per mille abitanti è una dotazione che possiamo essere in grado di governare, ma è anche una delle più basse d’Europa. Quindi per rispondere a tutti i cittadini è necessario che ciascun punto della rete faccia esattamente il suo mestiere altrimenti non faremo altro che allungare le liste d’attesa in alcuni centri. Ecco quindi che avere tutte le informazioni per migliorare la qualità dei servizi diventa indispensabile”.
 
Ma i dati sugli esiti  vanno anche maneggiati con cura, ha affermato il presidente dell’Agenas in aperta polemica con i numeri presentati ieri nel corso di una conferenza stampa dalla Toscana che, senza valutare il peso differente che ogni indicatore porta con sé, ha stilato una classifica regionale. Classifica che Agenas ha disconosciuto: “È stato fatto un uso improprio del Rapporto. Fare tabelle e classifiche dei migliori e peggiori ospedali è infatti un esercizio complicato se non impossibile”.
 
Comunque, polemiche a parte, il Pne ci consegna un’Italia che marcia a differenti velocità anche se si sono registrati alcuni miglioramenti.
 
“Sono emersi importanti miglioramenti – ha ricordato Bissoni – ma anche il permanere di differenze tra le diverse strutture, anche all’interno della stessa regione, e una forte differenza tra le regioni, con risultati peggiori in molte di quelle del Sud Italia. Migliorano alcune attività di assistenza a grande impatto, come i parti cesarei, un miglioramento dovuto anche a seguito dell’accordo siglato da Stati e Regioni, gli interventi sulle fratture al femore entro 48 ore e diminuiscono i ricoveri”.
 
Quando verranno resi accessibili a tutti i cittadini i dati sulle performance degli ospedali?
Tempi certi non ce ne sono, ha annunciato Fulvio Moirano, direttore dell’Agenas, non escludendo però novità entro il prossimo anno: “Quando verranno assegnati i finanziamenti e arriverà il mandato istituzionale ci impegniamo a far partire il portale come da programma. E anzi, può darsi che l’anno prossimo una parte dei risultati possa essere già a disposizione dei cittadini”.

03 Ottobre 2013

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