Marino: un ddl per istituire un luogo dove confessare errori medici senza paura della magistratura

Marino: un ddl per istituire un luogo dove confessare errori medici senza paura della magistratura

Marino: un ddl per istituire un luogo dove confessare errori medici senza paura della magistratura
Nei prossimi giorni il senatore Ignazio Marino presenterà un disegno di legge per l’istituzione di un luogo dove gli operatori potranno discutere degli errori e dei rischi separatamente ai filoni d’inchiesta della magistratura. Lo ha annunciato il senatore stesso intervenendo al V Forum Risk Management in corso ad Arezzo. Secondo Marino, questo contribuirà a prevenire ed evitare il ripetersi degli errori in campo sanitario.

Una ddl ispirato “ad una legge del 2003 del governo  danese, che prevede come un medico possa riferire sul suo errore in maniera confidenziale” lontano dai riflettori dei media e dalle inchieste della magistratura. A presentarlo sarà il senatore Ignazio Marino, che ne ha parlato in occasione del V Forum Risk Management in corso ad Arezzo. “Spero che su questo disegno verranno poste molte firme della maggioranza, è un decreto che serve a migliorare il Paese”, ha affermato Marino aggiungendo che “la gestione del rischio clinico rappresenta la strada maestra per migliorare i risultati in medicina e chirurgia”. Ma per sviluppare un sistema virtuoso di prevenzione e di discussione continua sugli errori, secondo Marino è essenziale creare un luogo dove i professionisti si sentano messi nelle condizioni di parlare degli errori compiuti affinché non avvengano più.
Il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Sistema Sanitario Nazionale ha, inoltre posto l’accento su altre problematiche relative alla sanità italiana. ”Nel nostro Paese – ha affermato – esiste una normativa stringente e complicata sulla realizzazione di una sala operatoria destinata ai trapianti d'organo (3.000 ogni anno), mentre non si capisce come mai per una sala parto non vengano adottate le stesse misure, quando ogni anno si presentano circa 500mila casi”.

23 Novembre 2010

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