Ddl rischio clinico: senatori Pd denunciano il ritardo che sta affossando il testo

Ddl rischio clinico: senatori Pd denunciano il ritardo che sta affossando il testo

Ddl rischio clinico: senatori Pd denunciano il ritardo che sta affossando il testo
Rispondere alle denunce dei cittadini, istituire unità di rischio in ogni struttura, garantire gli operatori, monitorare l’Ssn sotto il profilo della responsabilità, prevedere copertura assicurativa delle strutture che erogano servizi sanitari. Questi alcuni punti del provvedimento che staziona in XII commissione e su cui il Pd chiede di andare avanti.

Il gruppo del Partito democratico questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama, ha fatto il punto sul grave ritardo in merito all’approvazione del Ddl sul rischio clinico.
Crescono le denunce per errori clinici e aumentano le cause legali contro i medici per avere risarcimenti. Il paziente è sempre più orientato a far causa contro il singolo medico piuttosto che all’azienda sanitaria, compromettendo in questo modo il rapporto fiduciario medico-paziente che si sta trasformando pericolosamente in un rapporto conflittuale. Occorre dunque una revisione delle norme in materia di responsabilità medica per evitare il crescente ricorso alla medicina difensiva. Questo il senso della conferenza stampa che questa mattina il gruppo del Pd del Senato ha indetto: “Denunciare il grave ritardo nell’approvazione del Ddl sul rischio clinico e la sicurezza delle strutture sanitarie”.
Un provvedimento “che è fermo in XII commissione dal 2009 seppur approvato” è la denuncia di Ignazio Marino, presente all’incontro insieme al capogruppo del Pd Anna Finocchiaro, alla senatrice Fiorenza Bassoli e al senatore Daniele Bosone relatore in commissione della Legge.
Ma perché se tutti sono d’accordo nell’approvazione e se il testo è ritenuto urgente il provvedimento è fermo? “Il mancato finanziamento da parte della commissione bilancio” è la laconica risposta della senatrice Bassoli. Quindi un problema economico.
Eppure, la degenerazione del fenomeno, ovvero la medicina difensiva, ha un costo pari a “10 miliardi di euro l’anno – è l’amaro commento di Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici, anche lui presente – oltre ad un peggioramento del rapporto tra medico e paziente”.
D’accordo con Cozza, Costantino Troise dell’Anaao-Assomed che ha ricordato come “l’aumento dei costi sociali ed economici mina la sostenibilità del Ssn”.
Secondo Bosone la mancata approvazione del Ddl sta, inoltre, comportando un altro danno: “la fuga da alcune specialità a rischio, pronto soccorso e ginecologia su tutte con gravi conseguenze per i pazienti”.
“È assurdo che una legge che può contare sull’approvazione bipartisan sia ferma in commissione dal 2009. Così come è assurdo che non tutte le aziende abbiano la copertura assicurativa", ha invece commentato Rosaria Iardino, presidente di Donneinrete.net, secondo la quale tale situazione "crea conseguenze problematiche sia per i medici, che hanno paura di esercitare la loro professione, sia per i cittadini, che ne pagano le spese in termini economici, e soprattutto per i pazienti, che ne pagano in termini di risposta clinica”.

In estrema sintesi il provvedimento, approvato in commissione ma che aspetta di essere calendarizzato per i lavori dell’aula, affronta le seguenti questioni:

  • monitorare la qualità del Ssn sotto il profilo della responsabilità attraverso uno scambio d’informazioni tra le strutture sanitarie;
  • istituire unità di rischio in ogni struttura;
  • deve essere a carico delle strutture sanitarie, sia pubbliche che private, la responsabilità civile per i danni a persone causate dal personale sanitario;
  • tutte le strutture devono dotarsi di copertura obbligatoria ;
  • tempi certi per la presentazione della domanda di risarcimento che per il risarcimento;
  • le regioni possono istituire un Fondo di garanzia per la responsabilità civile del personale di tutte le strutture sanitarie sostitutivo delle polizze assicurative.

Stefano Simoni

18 Maggio 2010

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