Dal grasso le staminali per ricostruire il seno

Dal grasso le staminali per ricostruire il seno

Dal grasso le staminali per ricostruire il seno
Uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Regina Elena e pubblicato su Cell Trasplantation apre nuove prospettive sull’utilizzo delle staminali del grasso in chirurgia ricostruttiva.

Le cellule staminali adulte purificate prelevate dal tessuto adiposo mantengono le loro caratteristiche di staminalità per un lungo periodo di coltura in vitro per cui possono essere applicate per una terapia cellulare finalizzata all’incremento dell’efficienza del trapianto autologo di tessuto adiposo in tutti i casi di chirurgia conservativa o di ricostruzione tissutale dopo traumi, mastectomie, ulcere, radioterapia e interventi chirurgici di varia natura.È questa la conclusione di uno studio condotto da ricercatori del Laboratorio di Oncogenesi Molecolare dell’Istituto Regina Elena e pubblicato su Cell Trasplantation.
“L’obiettivo del nostro studio – ha spiegato la responsabile del laboratorio Rita Falcioni – è stato comprendere come incrementare la rigenerazione del tessuto tolto dopo intervento chirurgico al fine di rigenerare l’epitelio sovrastante.”Le cellule staminali adulte derivate da tessuto adiposo sono state quindi isolate e purificate da grasso aspirato di 15 pazienti trattati tramite autotrapianto di tessuto adiposo dopo mastectocomia o quadrantectomia. Le cellule staminali derivate da questi tessuti sono state caratterizzate per l’espressione dei markers di staminalità (CD) e per la loro capacità di differenziare in tessuto adiposo in coltura in vitro a breve e lungo termine. “Abbiamo dimostrato – ha aggiunto Falcioni – che le cellule staminali adulte ottenute dal tessuto adiposo esprimono alti livelli di markers di staminalità e che questi si mantengono agli stessi livelli di espressione per almeno 3 mesi. Abbiamo quindi analizzato la loro capacità di differenziare a breve e lungo termine di coltura in vitro e abbiamo osservato  che le cellule staminali adipose adulte sono in grado di differenziare in adipociti anche dopo 3 mesi di coltura in vitro confermando l’ipotesi che queste cellule mantengono tutte le caratteristiche di staminalità anche in coltura a lungo termine”. Oltre i tre mesi di coltura in vitro, si è osservato che le cellule staminali adipose non sono più proliferanti, ma non vanno neanche in senescenza: un indizio del fatto che rimangono in attesa di differenziare qualora venissero spinte a farlo con lo stimolo adeguato. 
Dallo studio è inoltre emerso che il numero di cellule staminali purificate è indipendente dalla quantità di tessuto adiposo prelevato e dall’età delle pazienti.
“Questi dati su cellule staminali adulte purificate da grasso suggeriscono una possibile applicazione più ampia della terapia cellulare in chirurgia con l’obiettivo di aumentare i risultati estetici e la qualità di vita dei pazienti”, ha spiegato Stefania Bucher, responsabile di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Istituto San Gallicano. Le cellule staminali adulte contribuiscono in modo significativo alla rivascolarizzazione del tessuto, alla rigenerazione e alla funzione dell’organo.
Ora, ha commentato in un altro articolo sul tema pubblicato sullo stesso numero della rivista Paul Sanberg, direttore esecutivo del Centro di Eccellenza per l'invecchiamento e il riparo dei danni neurologici dell'Università South Florida, “sarà di grande interesse verificare lo sviluppo dell'uso di queste cellule nelle pratica clinica”.  

03 Gennaio 2011

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