Usa in campo contro i 5 big killer. Fumo fattore di rischio numero uno. Il rapporto del CDC

Usa in campo contro i 5 big killer. Fumo fattore di rischio numero uno. Il rapporto del CDC

Usa in campo contro i 5 big killer. Fumo fattore di rischio numero uno. Il rapporto del CDC
Presentato dai Centers for Disease Control and Prevention un rapporto dettagliato sulle morti potenzialmente prevenibili, nell’ambito di quelle causate da malattie di cuore e di polmoni, ictus, cancro, morti accidentali. Il fumo rimane il maggiore fattore di rischio; ne è ancora schiavo un americano su 5

Di cosa muoiono gli americani? Lo spiegano in un rapporto di 24 pagine i CDC di Atlanta. I big killer stelle e strisce sono cinque: malattie di cuore, cancro, malattie polmonari (BPCO ed enfisema), ictus e incidenti vari come quelli stradali o da overdose di farmaci e droghe. Considerate nel loro complesso, queste condizioni causano due decessi su tre negli Usa, cioè circa 900 mila morti l’anno. Fin qui le crude statistiche di morte; ma i CDC si sono spinti oltre e, in un’analisi dettagliata, sono arrivati a stabilire che almeno un terzo di questi decessi si potrebbero evitare. Il 'come' si sa già, ma il problema è metterlo in pratica. In un’intervista rilasciata alla CNN, Tom Frieden, direttore dei CDC sostiene che ‘se anche solo ci si concentrasse su un unico obiettivo di prevenzione, all’interno di ogni comunità, si riuscirebbe a fare la differenza".

L’impatto maggiore verrebbe dal fare del vivere in modo salutare, la nostra scelta di vita di default: cibo sano, tanta attività fisica, niente sigarette. Il secondo step – prosegue Frieden – dovrebbe consistere nel rendere facilmente accessibili al pubblico i servizi di prevenzione: dagli screening oncologici, ai centri ipertensione arteriosa. “Ma la prevenzione – sottolinea Frieden – deve iniziare da subito, o almeno il più precocemente possibile, per evitare che i nostri figli, raggiungano l’età adulta, già schiavi della nicotina o alle prese con una lotta senza fine contro l’obesità”.
E i buoni esempi, anche in un Paese di eccessi, quale gli Stati Uniti, non mancano: a San Francisco 44 mila bambini hanno accesso a spazi ricreativi sicuri grazie all’iniziativa di alcune scuole di mantenere aperti cortili e palestre anche al di fuori dell’orario scolastico; oltre 700 mila abitanti della Contea di Broward in Florida hanno la possibilità di fare attività fisica grazie ad iniziative volte a migliorare l’accessibilità e la sicurezza di percorsi per camminare o per andare in bicicletta, raggiungibili con i mezzi pubblici.

Il fumo resta la più importante causa di morte prevenibile, tanto negli Usa che nel resto del mondo. La sigaretta è il principale fattore di rischio per 4 dei 5 big killer degli americani: malattie di cuore e dei polmoni, cancro e ictus. “Riuscire a far smettere di fumare il 20% degli americani, ancora in preda al vizio, potrebbe fare una grande differenza. Nessun cambiamento è facile da realizzare – conclude Frieden – ma ogni anno perso, significa decine di migliaia di morti prevenibili che si aggiungono al conto. Dobbiamo fare meglio: lo dobbiamo al popolo americano”.

Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

05 Maggio 2014

© Riproduzione riservata

Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca
Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca

C'è una frase, nell'aggiornamento pubblicato il 10 ottobre dall'Organizzazione mondiale della sanità, che dovrebbe mettere a disagio chiunque abbia a cuore la credibilità delle istituzioni sanitarie internazionali: "Il 2 ottobre...

Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030
Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030

Individuare e comprendere le nuove minacce sanitarie entro 24 ore dalla loro comparsa, per intervenire tempestivamente ed evitare che i focolai si trasformino in epidemie o pandemie. È l’ambizioso obiettivo...

Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”
Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”

Circa 300mila persone ogni anno si rivolgono ai Servizi per le Dipendenze (SerD) per ricevere assistenza e intraprendere percorsi di cura. Un universo di bisogni che va ben oltre le...

Hpv. Vaccinazioni e screening per prevenire i tumori: dall’Iss il manifesto “Traguardo Zero”
Hpv. Vaccinazioni e screening per prevenire i tumori: dall’Iss il manifesto “Traguardo Zero”

Un appello all’azione rivolto a decisori politici, professionisti sanitari, società civile e cittadini per rafforzare la prevenzione dell’HPV e dei tumori correlati all’infezione. È questo il messaggio centrale del Manifesto...