L’origine della febbre. La scoperta apre la strada a nuove terapie

L’origine della febbre. La scoperta apre la strada a nuove terapie

L’origine della febbre. La scoperta apre la strada a nuove terapie
Una ricerca dell’università svedese di Linköping getta nuova luce sulla zona di produzione delle prostaglandine responsabili della febbre. Una scoperta che apre la strada a nuove terapie

Che la febbre sia una risposta dell’organismo ad un processo infiammatorio è cosa nota. Meno chiaro e per anni oggetto di dibattito è stata invece l’origine del ‘segnale’ della febbre. Le teorie in pista, fino ad oggi erano sostanzialmente tre: la febbre sarebbe originata dalla prostaglandine circolanti, oppure deriverebbe da cellule del sistema immunitario presenti nel sistema nervoso o infine deriverebbe da prostaglandine prodotte a livello della barriera emato-encefalica.
 
Quest’ultima, la cosiddetta teoria di Engblom è stata appunto dimostrata nel lavoro pubblicato oggi su Journal of Neuroscience. Lo studioso svedese, una decina di anni fa, aveva scoperto il meccanismo responsabile della formazione delle prostaglandine E2 durante la febbre; David Engblom aveva anche dimostrato che queste molecole non erano in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, un meccanismo di protezione per il cervello, ma che le PGE2 potevano essere sintetizzate da due enzimi presenti sul versante interno della barriera stessa e da qui raggiungere l’ipotalamo che è la sede del ‘termostato’ dell’organismo.
 
Nel lavoro appena pubblicato, Engblom è riuscito a dimostrare la sua teoria, utilizzando topini di laboratorio privi degli enzimi (COX-2 e mPGES-1) necessari per la produzione delle prostaglandine a livello dei vasi cerebrali.
Quando esposti all’azione di tossine batteriche, gli animali non sviluppavano febbre, mentre continuavano ad essere presenti tutti gli altri segni dell’infiammazione. Questo dimostra che le prostaglandine responsabili della comparsa della febbre sono solo quelle prodotte a livello della barriera emato-encefalica.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

28 Agosto 2014

© Riproduzione riservata

Parkinson, in Italia 300mila pazienti. Iss lancia una survey e lavora alle nuove linee guida
Parkinson, in Italia 300mila pazienti. Iss lancia una survey e lavora alle nuove linee guida

In Italia ci sono circa 300.000 persone con Parkinson e circa 600.000 familiari. La malattia di Parkinson costituisce per impatto sanitario e sociale la seconda patologia neurodegenerativa dopo la demenza...

Farmaci. Ema sull’antiepilettico Ontozry: segnalati gravi danni epatici, nuove raccomandazioni per i clinici
Farmaci. Ema sull’antiepilettico Ontozry: segnalati gravi danni epatici, nuove raccomandazioni per i clinici

Arrivano nuove indicazioni di sicurezza per Ontozry (cenobamato), il farmaco antiepilettico utilizzato come terapia aggiuntiva negli adulti con crisi focali non controllate. Il Comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea per...

Oms, Fao e Woah creano una Taskforce per diffondere la formazione One Health al personale sanitario
Oms, Fao e Woah creano una Taskforce per diffondere la formazione One Health al personale sanitario

È stata creata una Taskforce congiunta per la Formazione One Health, con l’obbiettivo di coordinare e rafforzare le capacità della forza lavoro nell’implementazione della One Health a livello globale, nazionale...

Immunoglobuline. Aggiornate le linee guida: ok a nuove indicazioni terapeutiche
Immunoglobuline. Aggiornate le linee guida: ok a nuove indicazioni terapeutiche

Si è concluso il lavoro di aggiornamento e revisione delle linee guida relative alle immunoglobuline umane normali per somministrazione sottocutanea e intramuscolare, coordinato dall'Haematology Working Party (HAEMWP) dell'Agenzia europea per...