Mobilità. Nursind scrive a Governo e Parlamento: “Togliere obbligo ‘nulla osta’ azienda di provenienza”

Mobilità. Nursind scrive a Governo e Parlamento: “Togliere obbligo ‘nulla osta’ azienda di provenienza”

Mobilità. Nursind scrive a Governo e Parlamento: “Togliere obbligo ‘nulla osta’ azienda di provenienza”
Questa misura introdotta dal decreto sulla PA “rende inutile lo strumento della mobilità ed è in contraddizione con l’obbligo di espletare le procedure di mobilità prima di indire nuovi concorsi”. Predisposto un apposito emendamento 

Con una lettera inviata al presidente del Consiglio e a tutti i parlamentari di Camera e Senato, il Nursind chiede la modifica, con apposito emendamento legislativo, a quanto stabilito dal decreto sulla PA (legge 114 del 2014) che ha previsto il nulla osta delle aziende di provenienza per far scattare la mobilità del personale.
 
Per il sindacato infermieristico, la modifica alla precedente normativa sulla mobilità “rende inutile lo strumento della mobilità ed è in contraddizione con l’obbligo di espletare le procedure di mobilità prima di indire nuovi concorsi prevista dal comma 2bis dell’art. 30 dlgs 165/2001”.
“Le aziende sanitarie che pongono a bando i posti da coprire con la mobilità – sottolinea il Nursind nella lettera – perdono tempo e soldi (anche i lavoratori) e così facendo aumentano l’inefficienza della pubblica amministrazione e ne aumentano i costi”.
 
“Infatti – prosegue – le aziende cedenti non concedono più il nulla osta, potendo scegliere (salvo magari cedere a forme “diverse” per dare la concessione), e bloccano tutte le mobilità in uscita. Questo comporta l’impossibilità di avvicinarsi a casa per chi lavora e il perdurare della disoccupazione per chi attende il posto ed è in graduatoria di concorso”.
 
Per questi motivi il Nursind ha predisposto un apposito emendamento invitando Governo e Parlamento a farlo proprio. Eccolo:
“Al comma 1 dell’art. 4 della legge 11 agosto 2014, n. 114 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 al termine del primo periodo siano abrogate le parole “previo assenso dell'amministrazione di appartenenza”.”
 
Del resto, conclude il Nursin, “si può notare nella norma in vigore che in via sperimentale il “nulla osta” non è richiesto per i dipendenti dei ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici. Chiediamo che anche per la Sanità ci sia data la possibilità di utilizzare la stessa flessibilità e che venga tolto l’obbligo del “nulla osta”.

31 Gennaio 2015

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