Elezioni Fnomceo. I giovani medici del Sigm “bocciano” Amato e Chersevani: “Espressione di vecchi schemi e sterili contrapposizioni”

Elezioni Fnomceo. I giovani medici del Sigm “bocciano” Amato e Chersevani: “Espressione di vecchi schemi e sterili contrapposizioni”

Elezioni Fnomceo. I giovani medici del Sigm “bocciano” Amato e Chersevani: “Espressione di vecchi schemi e sterili contrapposizioni”
Per il Segretariato italiano giovani medici, al di là della “questione” anagrafica, i candidati dovrebbero garantire l’indipendenza e la terzietà della Professione. Nonchè a sostenere una seria riforma degli Ordini Professionali, "rendendoli più moderni e funzionali". E infine si auspica anche "un ricambio generazionale" stabilendo un limite nei mandati.

All’indomani dell’ufficializzazione delle candidature alla Presidenza del Comitato Centrale della Federazione Nazionale Ordini Medici ed Odontoiatri (Fnomceo), i Giovani Medici (Sigm) rilanciano la loro posizione. "Alla vigilia del Consiglio Nazionale Fnomceo avevamo rivolto un appello ai Presidenti Omceo al fine di superare anni di contrapposizioni sterili e ritrovare una reale unità di intenti e di rappresentanza nel mero interesse di tutta la categoria, in un momento storico in cui è messa in discussione la centralità del medico. La disunione e la commistione tra ambito professionale e politico ha prodotto una difesa inconsistente della professione anche di fronte al disegno delle Regioni di assumere medici neolaureati inquadrandoli nel comparto, dequalificando sia la professione che la formazione post lauream. Purtroppo, le nostre aspettative sono state disattese nuovamente", dichiarano i Giovani Medici.
 
"Infatti, Amato e Chersevani sono medici stimati che hanno storie e curricula di tutto rispetto, ma le loro candidature sono espressione di vecchi schemi, che altro non fanno che indebolire la Professione – continua il Sigm –. Inoltre, rimaniamo convinti che chi è chiamato a presiedere la FNOMCeO debba essere rappresentativo di tutta la Professione, ma primariamente dei professionisti in attività, e l'essere in quiescenza rende gli attuali candidati alla presidenza meno autorevoli. Ed in aggiunta a ciò, sebbene per la prima volta si intraveda la possibilità di eleggere un Presidente donna, non ci sembra che tra le candidature al Comitato Centrale annunciate da entrambi gli schieramenti sia stata prevista la presenza di alcun giovane".

Da una rilevazione condotta dai Giovani Medici (Sigm), se venisse eletto uno dei due candidati citati, la Professione medica rinverrebbe nel gruppo "ristretto" di professioni che sono rappresentate da un presidente in età da quiescenza (over 65), assieme alla Professione Forense (68 anni), ai Biologici (che con un Presidente 70enne vantano il record di anzianità), agli Psicologi (66 anni), ai Chimici (66 anni) ed ai Giornalisti (66 anni). In età compresa tra i 60 ed i 63 anni, invece, sono i Presidenti degli Ordini Nazionali o dei Consigli Nazionali dei Notai, degli Ingegneri, dei Veterinari, dei Consulenti Industriali. Nella coorte dei cinquantenni, invece, rientrano i Presidenti degli Ordini nazionali o dei Consigli Nazionali degli Architetti (57 anni), degli Attuari (56 anni), dei Farmacisti (53 anni), dei Geologi (54 v), degli Agronomi (50 anni) e dei Consulenti del Lavoro (50 anni), degli Assistenti Sociali (54 anni) e dei Commercialisti (57 anni). Sotto i 50 anni il Presidente dell'Ordine nazionale dei Tecnologi Alimentari, professionisti che vantano il Presidente più giovane tra tutte le professioni (47 anni).

"Invitiamo i Presidenti Omceo ad una ulteriore riflessione, al fine di trovare soluzioni alternative, costruendo un candidatura unitaria che possa guardare al futuro della Professione, garantendone indipendenza e terzietà, che si impegni a sostenere una seria riforma degli Ordini Professionali, rendendoli più moderni e funzionali al rilancio del ruolo del medico, favorendo il ricambio generazionale all’interno dei consigli ordinistici, anche attraverso lo stabilire un limite nei mandati – continuano i Giovani Medici (Sigm) -. Se così non fosse, alle migliaia di giovani medici italiani, il cui futuro appare nebuloso anche a causa delle politiche professionali gerontocratiche adottate in passato, non resterà che interrogarsi sia sul significato che sull’utilità della sussistenza degli ordini professionali". 

05 Marzo 2015

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