Anaao commenta le dichiarazioni del ministro Lorenzin: “Meglio tardi che mai”
Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed Costantino Troise, alle dichiarazioni del Ministro Lorenzin in occasione del convegno “Falsi miti e vere eccellenze”.
“Che la Sanità pubblica non sia quel pozzo senza fondo che molti si ostinano a descrivere – continua Troise – per interesse o pregiudizio, è ormai un fatto acclarato. Che il federalismo di abbandono inaugurato dalla sciagurata modifica del titolo V della Costituzione abbia disarticolato il carattere unitario e nazionale del Servizio Sanitario per aprire la strada a 21 sistemi diversi, che hanno amplificato le diseguaglianze tra il Nord, il Centro ed Il Sud dello stesso Paese, è una evidenza che pochi osano negare. Che il diritto alla salute, unico ed indivisibile, sia declinato, non solo per livelli organizzativi ma per efficacia e sicurezza delle cure, in base al CAP, è un grido di dolore che lanciamo da anni. Inascoltati. Anzi, ora al CAP si aggiungerà il CUD ed il Modello 730”.
“Finalmente un membro del Governo si accorge del ruolo di killer della sanità pubblica esercitato dai piani di rientro, e dai commissari e subcommissari – aggiunge il segretario Anaao – con le tre T, di tagli, di tutto quello che costa, compresi i diritti, ticket e tasse, e del fatto che le differenze sono ormai diventate divaricazioni che mettono a rischio l’identità e la coesione sociale del Paese”.
“Anche il Ministro riconosce, come scrivevamo solo pochi giorni or sono, “le necessità di un settore che, pur scontando ancora margini per un recupero di efficienza al suo interno, deve affrontare costi crescenti per garantire adeguata assistenza ad una popolazione sempre più longeva”. Cui però – sottolinea Troise – il DEF 2015 risponde con un nuovo definanziamento che aumenterà gli squilibri, come denuncia la stessa Corte dei Conti. A nulla varranno aggregazioni di ASL, dagli esiti incerti, sulle cure e sul risanamento dei conti, o la rincorsa ai mitici costi standard e tantomeno alzare la asticella del merito nella designazione dei Direttori Generali, se non cambierà la natura delle Aziende sanitarie, il modello di governance ed il rapporto con i professionisti”.
“Coraggio, signor Ministro. Le resta da percorrere ancora un miglio – conclude – per riconoscere che tra i luoghi comuni più duri a morire della sanità italiana c’è quello che vede Medici e dirigenti sanitari artefici del collasso del sistema, problema e non soluzione, anonimi fattori produttivi tra tanti e non “autori di salute”.
22 Aprile 2015
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