Rinegoziazione prezzi farmaci. La trattativa potrebbe chiudersi con alcune settimane di ritardo

Rinegoziazione prezzi farmaci. La trattativa potrebbe chiudersi con alcune settimane di ritardo

Rinegoziazione prezzi farmaci. La trattativa potrebbe chiudersi con alcune settimane di ritardo
Si sono conclusi ieri gli incontri dell'Aifa con le aziende farmaceutiche. Resterebbero ancora da raccogliere le scelte di ciascuna azienda rispetto alle tre opzioni concesse dal dl Enti locali: taglio dei prezzi, rimborso tramite pay-back o riclassificazione in fascia C. La determina finale dell’Agenzia dovrebbe così uscire attorno a metà ottobre anziché il 30 settembre, come originariamente previsto.

La revisione dei prezzi di rimborso dei medicinali di Fascia A a carico del Servizio sanitario nazionale potrebbe concludersi con qualche settimana di ritardo rispetto al termine del 30 settembre fissato nel Dl Enti Locali. Lo scorso 7 settembre l’Aifa aveva dato il via ad una serie di incontri con circa 70 aziende farmaceutiche che si sono conclusi solo nella giornata di ieri. L’obiettivo è quello di ottenere un risparmio di 500 mln su base annua.

Come riportato da Federfarma, secondo alcune voci di fonte industriale, negli incontri l’Aifa si sarebbe limitata a presentare a ogni azienda il suo “conto”, ossia i risparmi attesi sul portafoglio selezionato. Resterebbero ancora da raccogliere, invece, le scelte di ciascuna rispetto alle tre opzioni concesse dalla legge 125/2015:
– abbassare i prezzi a livello di quello di riferimento per il rimborso (che sarà quello più basso all'interno del raggruppamento);
– lasciare lo stesso prezzo e rimborsare con il pay back la differenza tra il loro prezzo e il prezzo di rimborso;
– non abbassare il prezzo, rifiutare anche il pay back e scegliere di passare in fascia C.
 
Potrebbero quindi essere necessari ancora alcuni giorni per raccogliere tutte le risposte, tanto che secondo alcune fonti la determina finale dell’Agenzia dovrebbe uscire attorno a metà ottobre anziché il 30 settembre, come originariamente previsto. Sempre secondo Federfarma, l’orientamento che si sta consolidando tra le aziende parrebbe essere quello di un taglio ai prezzi anziché un rimborso mediante pay-back.

30 Settembre 2015

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