Toscana. Riforma Asl, Nursind: “Cgil, Cisl e Uil soddisfatte, ma i problemi restano”

Toscana. Riforma Asl, Nursind: “Cgil, Cisl e Uil soddisfatte, ma i problemi restano”

Toscana. Riforma Asl, Nursind: “Cgil, Cisl e Uil soddisfatte, ma i problemi restano”
Il sindacato degli infermieri contro la nota dei confederali che esprimevano “soddisfazione” per l’accordo raggiunto con la Regione sul personale delle Asl. “Accordo firmato nell'interesse di chi? Il territorio è a corto di 2000 infermieri e le graduatorie sono bloccate”, denuncia il Nursind Toscana.

“A pochi giorni dall’approvazione della legge regionale 33, con cui la Regione Toscana ha seppellito la raccolta di firme per il referendum contro la riforma sanitaria, le tre sigle sindacali principali dichiarano di aver già trovato un accordo soddisfacente con il governo regionale: ma nell’interesse di chi?”. A chiederlo è Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale Nursind, sindacato autonomo degli infermieri, che attacca la nota della Cgil, Cisl e Uil che annunciava l’accordo con la Regione.
 
“In Toscana mancano 2.000 infermieri – sottolinea Giannoni – e molti colleghi preferiscono emigrare in altri paesi d’Europa, piuttosto che aspettare lo scorrimento di graduatorie di fatto bloccate o l’adeguamento dei livelli stipendiali”.
 
“Con quale coraggio oggi – prosegue il coordinatore regionale Nursind – Cgil, Cisl e Uil e UIL si ergono a difesa dei lavoratori, quando non si sono mai pronunciate sull’impianto della riforma voluta dalla Regione?”. Giannoni esprime dubbi anche sul merito dell’accordo “che non dice nulla, non è mai stato condiviso nelle assemblee e ha l’unico scopo di spalleggiare la Regione nella distruzione del Sistema Sanitario Regionale”.
 
“L’impatto della riorganizzazione sarà enorme – aggiunge Giannoni – mentre il demansionamento è ormai la consuetudine per gli infermieri: in molte aziende sanitarie toscane le principali sigle sindacali hanno firmato accordi assurdi per l’istituzione della pronta disponibilità in ambiti in cui non è prevista. Ma ciononostante, alla luce dell’entrata in vigore della legge 161/2014, che impone il rispetto dei turni di riposo, non riusciamo più a garantire i servizi. Di fronte a questa situazione – conclude Giannoni – l’unica soluzione soddisfacente per lavoratori del settore e cittadini che usufruiscono del servizio sanitario sarebbe l’apertura di nuove graduatorie per l’assunzione”.

30 Dicembre 2015

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