In sovrappeso e sedentario un bambino su tre

In sovrappeso e sedentario un bambino su tre

In sovrappeso e sedentario un bambino su tre
Lo rivela una ricerca condotta dall’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano. I problemi di peso sono più frequenti al Sud che al Nord e nelle bambine più che nei bambini.

Il 32% dei ragazzi tra i 7 e i 16 anni è in sovrappeso e il 36,2% ha uno stile di vita sedentario. Sono questi i dati allarmanti emersi da una ricerca condotta dall’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano che hanno analizzato peso, altezza e stile di vita di 2530 bambini e adolescenti.“Sapevamo purtroppo che la popolazione italiana, compresi i bambini, tende all’obesità – ha commentato Michela Barichella, responsabile medico della struttura di Dietetica e Nutrizione clinica degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano – ma quello che più stupisce è il dato sulla sedentarietà dei ragazzi obesi, ovvero quelli che avrebbero più bisogno di muoversi”. Dalla ricerca inoltre emergono gli stili alimentari scorretti dei bambini e ragazzi italiani. “Il consumo di frutta raccomandato, di almeno tre frutti al giorno, per esempio, mediamente non è rispettato e le abitudini peggiori da questo punto di vista si possono purtroppo riscontrare nei bambini più piccoli e in quelli che hanno una circonferenza vita più ampia. Per questo è importante educare i genitori, in particolar modo le mamme che normalmente organizzano le attività e la giornata alimentare dei loro figli, con particolare attenzione a pasti come colazione e merenda”.
La ricerca ha utilizzato due specifici metodi di misurazione. Il primo, molto semplice, consiste nel rapporto tra la misura della vita e l’altezza del bambino, e può essere un ottimo metodo di verifica anche per i genitori: quando questo valore è maggiore di 0,5 è indice di obesità viscerale, anche se il peso del bambino risulta essere nella norma.Dai dati rilevati con questa tipologia di misurazione è emerso che nel campione osservato il 32% dei ragazzi ha un indice maggiore di 0,5 e presenta quindi un rischio metabolico più elevato rispetto ai coetanei con valori inferiori. L’accumulo di grasso a livello addominale è più presente nei ragazzi del Sud rispetto a quelli del Nord (57,7% versus 42,3%) e nelle femmine rispetto ai maschi (51,6 % versus 48,4).
Gli stessi risultati sono emersi con il secondo metodo, l’indice di massa corporea (rapporto tra il peso e quadrato dell’altezza) differenziato per sesso e fascia d’età. I dati mostrano inoltre che i ragazzi che hanno un peso nella norma fanno più attività fisica dei coetanei sovrappeso e che la tendenza alla sedentarietà praticamente raddoppia (36,2% contro il 16,8 dei normopeso) nei giovani con un peso in eccesso.E proprio l’attività fisica è una componente essenziale di un corretto stile di vita. «Il grasso accumulato nell’addome può ridursi e anche di molto se viene eseguita con regolarità attività motoria e sportiva», ha sottolineato Claudio Maffeis, docente di Pediatria presso l’Università di Verona e componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano. “Per migliorare o risolvere il problema è quindi importante affiancare all’alimentazione corretta una buona pratica motoria in tutti i bambini ed adolescenti”.
Il peso di bambini e adolescenti non è dunque il solo elemento da monitorare: in particolare, l’aumento di grasso a livello di girovita, importante fattore di rischio di problemi al cuore, di pressione e di grassi nel sangue, è una questione particolarmente rilevante nei più giovani, che hanno bisogno di essere seguiti e controllati, anche al fine di prevenire gravi problematiche da adulti.

11 Maggio 2011

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