Lombardia. Sul Piano cronicità accordo con la Fimmg: “Il medico di famiglia non sarà estromesso dalla gestione dei pazienti”

Lombardia. Sul Piano cronicità accordo con la Fimmg: “Il medico di famiglia non sarà estromesso dalla gestione dei pazienti”

Lombardia. Sul Piano cronicità accordo con la Fimmg: “Il medico di famiglia non sarà estromesso dalla gestione dei pazienti”
“Il rischio che il medico di famiglia potesse essere estromesso dalla gestione dei suoi pazienti cronici, spiega il segretario regionale Fiorenzo Corti, è stato superato e il Piano Assistenziale Individuale sarà redatto dal medico di famiglia stesso, o, solo in casi particolari, dal medico specialista di riferimento (per circa 150.000 pazienti oncologici, trapiantati, in dialisi ecc.)”.

La delibera regionale del gennaio scorso, che disegnava una nuova modalità di gestione dei tre milioni di pazienti lombardi affetti da patologie croniche, secondo Fimmg Lombardia, conteneva alcune importanti criticità. Per questo hanno aperto un confronto, “che ha trovato – come si legge nella nota diffusa alla stampa – la massima disponibilità alla collaborazione da parte del team del Assessorato al Welfare della nostra Regione”.


 


“Il rischio che il medico di famiglia potesse essere estromesso dalla gestione dei suoi pazienti cronici – spiega Fiorenzo Corti, segretario regionale Fimmg Lombardia – è stato superato e il Piano Assistenziale Individuale (la proposta personalizzata di esami e visite specialistiche che il medico proporrà a ciascun paziente, conoscendo la sua storia clinica) sarà redatto dal medico di famiglia stesso, o, solo in casi particolari, dal medico specialista di riferimento (per circa 150.000 pazienti oncologici, trapiantati, in dialisi ecc.)”.


 


“Per quanto riguarda la figura del ‘gestore’, struttura che dovrà prenotare le visite ai pazienti, richiamarli se non hanno fatto esami (il servizio sanitario regionale lo  fa già con la mammografia o con la ricerca del sangue occulto nelle feci per lo screening dei tumori del colon retto) e valutare la soddisfazione dei pazienti per il servizio ricevuto – prosegue Corti – pensiamo che ormai le Cooperative dei medici di famiglia possano a pieno titolo proporsi per questa attività”.


 


Sostanzialmente, se il paziente sceglierà come gestore una Cooperativa di medici di famiglia (attualmente sono circa 1.000 i medici in cooperativa operanti nella sperimentazione CReG, e con la messa a regime della sperimentazione potrebbero aumentare considerevolmente), il centro servizi della Cooperativa organizzerà gli appuntamenti per gli esami e per le visite proposte dal proprio medico di famiglia, che deciderà, come medico della persona, quale terapia proporre, e, se necessario, quali altri esami fare, quali altri specialisti consultare, sempre in uno stretto rapporto di fiducia con il proprio cittadino assistito.


 


“Naturalmente – continua il segretario Fimmg Lombardia – dovrà essere stabilito uno stretto rapporto di collaborazione con tutte le strutture ospedaliere sia pubbliche che private presenti sui territori.Tra l’altro, con l’esperienza maturata in oltre 5 anni di sperimentazione CReG, verranno potenziate le attività di telemedicina e la possibilità per il medico di famiglia di avere a disposizione, come consulenti nel proprio studio, specialisti per le patologie più diffuse”.


 


“Attendiamo di leggere il testo della delibera – conclude Corti – confidando che tutte le nostre osservazione siano state recepite, così come ci è stato assicurato verbalmente dall’Assessore Gallera. Pensiamo che, con questa proposta di presa in carico coordinata dal medico di famiglia, oltre a un trattamento delle patologie croniche più personalizzato, si possa giungere anche a un miglioramento delle liste d’attesa, ancora eccessivamente lunghe, che comportano enormi difficoltà all’accesso alle cure dei nostri pazienti, soprattutto i più anziani e i più fragili”.

17 Aprile 2017

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