Interrogazioni/1. Faraone: “In futuro Mmg in formazione occupati sia in assistenza territoriale che continuativa”

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Una possibile soluzione della carenza di medici di medicina generale potrebbe rinvenirsi nella progressiva integrazione ed interazione dei medici in formazione con i medici già formati, attraverso forme di aggregazione complessa delle cure primarie. Così il sottosegretario alla Salute ha risposto ieri in commissione Affari sociali ad un'interrogazione presentata da Giuditta Pini sul futuro dei medici di medicina generale.

"L'intenzione del Ministero della salute è di assicurare, anche nel futuro, la completa copertura del servizio prestato dai medici di medicina generale in tutto il territorio nazionale, nella consapevolezza, tuttavia, che per perseguire detto scopo sia necessario il coinvolgimento delle Regioni, che esprimono il relativo fabbisogno, e del Ministero dell'economia e delle finanze, per gli aspetti concernenti la copertura finanziaria". Così il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, è intervenuto ieri in commissione Affari sociali per rispondere all'interrogazione sul futuro dei medici di medicina generale presentata da Giuditta Pini (Pd).

"Più in generale, in merito agli orientamenti tesi alle future prospettive dello stesso istituto del medico di medicina generale, su cui è stata posta la particolare attenzione dell'onorevole interrogante, desidero informare che il Ministero della salute sta valutando la realizzazione di modelli organizzativi che vedono il medico in formazione specifica in medicina generale occupato sia nell'assistenza territoriale con maggiore densità assistenziale, attraverso il supporto di reti informatiche per la condivisione dei dati clinici, sia nell'assistenza continuativa al paziente e nella continuità temporale dell'assistenza. Infatti, una possibile soluzione della carenza di medici di medicina generale potrebbe rinvenirsi nella progressiva integrazione ed interazione dei medici in formazione con i medici già formati, attraverso forme di aggregazione complessa delle cure primarie", ha sottolineato il sottosegretario.
 
"In tal modo, si potrebbe addivenire ad un accesso alla professione di medico di medicina generale attraverso una formazione che preveda una progressiva e graduale autonomia, così come già previsto per i medici in formazione specialistica universitaria, garantendo sia una copertura del servizio, con livelli motivazionali più alti da parte dei partecipanti al corso, sia il conseguente più rapido inserimento nell'area professionale", ha concluso Faraone.
 
Giuditta Pini (Pd), replicando, ringrazia il rappresentante del Governo per la risposta completa e sottolinea l'urgenza di affrontare per tempo il tema dell'inadeguatezza degli attuali sistemi di formazione e gestione dei medici di famiglia, soprattutto in relazione alla tendenza allo spostamento degli interventi in ambito sanitario dalle strutture ospedaliere al territorio. Auspica pertanto che il Governo e le regioni adottino le iniziative di rispettiva competenza, al fine di rispondere in maniera soddisfacente alle esigenze dei pazienti e di affrontare i problemi posti dai numerosi pensionamenti previsti nell'immediato futuro. 

05 Maggio 2017

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