Morti evitabili: in Europa oltre 1,2 milioni. In Italia sono circa un terzo dei decessi. Analisi Eurostat

Morti evitabili: in Europa oltre 1,2 milioni. In Italia sono circa un terzo dei decessi. Analisi Eurostat

Morti evitabili: in Europa oltre 1,2 milioni. In Italia sono circa un terzo dei decessi. Analisi Eurostat
Più di 560.000 morti (il 33,3% dei decessi totali) potrebbe essere considerato come mortalità trattabile: 1 decesso su 3 si sarebbe potuto evitare alla luce delle conoscenze mediche e della tecnologia. Quasi un milione sono le mortalità prevenibili, quelle cioè legate a politiche sanitarie e stili di vita. In totale secondo Eurostat oltre 1,2 milioni di morti si sarebbero potuti evitare nel 2014.

Nell'Unione europea, quasi 1,7 milioni di persone di età inferiore a 75 anni sono morti nel 2014. Di questi, più di 560.000 (il 33,3% dei decessi totali) potrebbe essere considerato come mortalità prematura. In altre parole, 1 decesso su 3 in Europa si sarebbe potuto evitare, alla luce delle conoscenze mediche e della tecnologia e oltre 1,2 milioni come mortalità evitabile.
 
Il dato e l’analisi è di Eurostat, che ha condotto un’analisi su quante morti avrebbero potuto essere evitate nella Ue nel 2014.
Gli attacchi di cuore (178.000 morti evitabili,  32% del totale delle morti evitabili di persone di età inferiore a 75) hanno rappresentato la quota maggiore di morti potenzialmente evitabili nell'Ue. Sono seguiti da fatti cerebrovascolari (quasi 91.000 morti, il 16%), tumori del colon-retto (66.500, 12%), tumori al seno (50.100,  9%), malattie ipertensive (28.700, 5%) e polmonite (22.800, 4%).
 
Le proporzioni di morti potenzialmente evitabili attraverso l'assistenza sanitaria ottimale variano notevolmente tra gli Stati membri.
Le percentuali più elevate di decessi evitabili (avoidable) sono stati registrate in Romania (47,6%) e Lettonia (47,0%), seguita dalla Lituania (45,3%), Bulgaria (43,2%) e in Slovacchia (43,1%). La quota era al di sotto di un quarto in Francia (24,0%) e tra il 25% e il 30% in Danimarca (26,5%), Belgio (26,6%), Lussemburgo (27,4%) e Paesi Bassi (27,9%).
 
In Italia si considera evitabile circa il 33% delle morti, quasi 140mila, di cui secondo Eurostat circa 51mila avrebbero potuto esserlo con una migliore assistenza sanitaria e oltre 88mila si sarebbero potute evitare  con interventi di sanità pubblica, come i fattori di comportamento e stili di vita, status socio-economico e fattori ambientali.
 
Il concetto di mortalità trattabile e prevenibile che illustra Eurostat si basa sull'idea che certi morti (per gruppi di età specifici e secondo malattie specifiche come definito dalla classificazione ICD) potrebbero essere 'evitati' se ci fosse stato un sistema di salute pubblica più efficace e interventi medici immediati.
 
Una morte può essere considerata come “trattabile” (amenable) se poteva essere evitata attraverso una ottimale assistenza sanitaria di qualità. Il concetto di morti prevenibili (preventable) è più ampio e comprende le morti che avrebbero potuto essere evitate con interventi di sanità pubblica concentrandosi su determinanti generali della salute pubblica, come i fattori di comportamento e stile di vita, status socio-economico e fattori ambientali.
Valutare le prestazioni dei sistemi di assistenza sanitaria è secondo Eurostat di crescente importanza nella Ue.
 
Oltre alle cure sanitarie e alle tiche di salute pubblica, altri fattori influenzare la quantità di morti prevenibili e trattabili, legati anche alla probabilità degli individui di contrarre una malattia o di consultare il medico,  come istruzione, classe sociale, credenze salute, livelli di stress, costi di diagnosi e trattamento.
Nel 2014, come accennato, oltre 562.000 decessi nell'Ue avrebbero potuto potenzialmente essere evitati con i sistemi di assistenza sanitaria che offrono trattamenti medici tempestivi ed efficaci (morti trattabiili) e quasi 1 milione di morti avrebbe potuto essere evitata grazie a migliori interventi di sanità pubblica (morti evitabili). Il numero totale di decessi potenzialmente evitabili ha raggiunto quasi 1,2 milioni .
 
I dati per la mortalità prevenibile sono più alti di quelli di mortalità trattabile a causa della più ampia definizione di morti prevenibili. Così nel 2014 quasi 1 milione di morti (214 decessi per 100 000 abitanti) avrebbe potuto essere evitato grazie a migliori interventi di sanità pubblica. Queste cifre sono ancora molto simili ai dati 2013.
 
Gli Stati membri con i più bassi tassi di mortalità trattabile nel 2014 sono l'Italia, Cipro, Spagna e Malta; mentre gli Stati membri con i più alti livelli di morti potenzialmente prevenibili sono la Lituania, la Lettonia, l'Ungheria e la Romania.
In tutta Europa, i tassi di mortalità trattabile per gli uomini sono più alti di quelli per le donne. Il minore divario tra i sessi (rispetto al tasso totale) è nei Paesi Bassi, Francia, Danimarca e Belgio. Risultati analoghi si hanno per i tassi di mortalità prevenibili.
 
Le sei principali cause di mortalità sono le malattie ischemiche cardiache, malattie cerebrovascolari, cancro colorettale, cancro al seno, malattie ipertensive e polmonite.
In totale, oltre il 77% di tutti i decessi classificati come trattabili nell'Ue è stato causato da tali malattie.
 
Le principali cause di morti prevenibili sono il cancro del polmone, lesioni e malattie alcol-correlati.
La distribuzione delle malattie che causano morti sia trattabili che prevenibili varia leggermente per uomini e donne. Mentre per gli uomini la principale causa di mortalità in termini percentuali sono le malattie ischemiche del cuore, per le donne sono il tumore al seno.
 

 

 

 

16 Giugno 2017

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