Ddl Lorenzin. Fnomceo boccia modifiche Camera: “Professione marginalizzata. E poi troppe intromissioni nella vita ordinistica”

Ddl Lorenzin. Fnomceo boccia modifiche Camera: “Professione marginalizzata. E poi troppe intromissioni nella vita ordinistica”

Ddl Lorenzin. Fnomceo boccia modifiche Camera: “Professione marginalizzata. E poi troppe intromissioni nella vita ordinistica”
Il Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini dei medici ed odontoiatri ha approvato oggi una mozione dove si respingono le modifiche apportate dalla Commisione Affari Sociali al testo del disegno di legge. La Federazione chiede di riaprire il confronto con la professione medica in tutte le sedi istituzionali, ripartendo dal testo approvato in Senato. LA MOZIONE.

Una mozione di netta contrarietà al lavoro fatto dalla Commissione Affari Sociali della Camra sul ddl Lorenzin è emersa oggi dal Consiglio nazionale della Fnomceo.
 
Il massimo organo rappresentativo dei medici italiani, presa visione degli emendamenti al ddl 3868 “Lorenzin” per la parte relativa alla riforma dell’istituzione ordinistica ha infatti bocciato le modifiche proposte dalla Commissione, stigmatizzando che “sul disegno di legge che porta il nome del Ministro della Salute, il Governo ed il Parlamento non abbiano sentito il bisogno di intavolare un preliminare confronto con la Professione Medica ed Odontoiatrica sui sostanziali emendamenti presentati ed approvati ad un testo di legge che avrebbe dovuto rilanciare il ruolo delle istituzioni ordinistiche invece che ridurle a semplici gestori di albi professionali”.
 
La preoccupazione della Fnomceo è soprattutto “per la deriva assunta dal provvedimento, rispetto al testo approvato dal Senato”, da qui la netta bocciatura di quello che viene definito un “tentativo di marginalizzare e frammentare la professione medica confondendola con altri profili professionali”.
 
Il tutto, si legge ancora nella mozione del CN della Fnomceo approvata all’unanimità, con “la previsione di intervenire sui regolamenti (anche elettorali) in enti ordinistici che, da un punto di vista economico, non gravano sullo Stato in quanto finanziati totalmente dagli iscritti, mortificando e negando di fatto il principio dell’autoregolamentazione; inoltre, privilegiando determinate sedi di voto o utilizzando meccanismi di voto elettronico (peraltro mai utilizzato per le votazioni pubbliche di qualsiasi natura), discriminano gli iscritti e, lungi dal favorire percorsi unitari di accesso al voto, rischiano di frammentare la categoria e di allontanare medici e Odontoiatri dal proprio Ordine, creando confusione e disorientamento tra i professionisti”.
 
Ma la Fnomceo contesta anche “l’apertura alla rappresentanza ordinistica ad un numero indefinito di attività tecniche, che potrebbero essere diversamente regolamentate” e si dice anche preoccupata dalla “indebita ed esecrabile trasformazione dell’istituzione ordinistica da Ente di diritto pubblico (con finalità di pubblica tutela della qualità della professione) ad una sorta di rappresentanza di categoria. Esattamente il contrario di quello che tutti dichiarano a parole di volere”.
 
Da qui l’invito al Governo al Parlamento a riprire il confronto quanto prima ripartendo dal testo già approvato in Senato, senza “cedere alla tentazione di sacrificare sull’altare di interessi di parte i livelli di tutela di salute dei cittadini, oggi assicurati dalla professione medica che da sempre interpreta, a volte anche con sacrificio, il proprio ruolo quale garante di un fondamentale diritto costituzionalmente protetto”.

24 Giugno 2017

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