Sindrome dell’ostaggio, quando il pazienti si sente “vittima” del medico

Sindrome dell’ostaggio, quando il pazienti si sente “vittima” del medico

Sindrome dell’ostaggio, quando il pazienti si sente “vittima” del medico
La 'hostage bargaining syndrome' riguarderebbe soprattutto i pazienti con malattie gravi o in terapia intensiva, che si sentono impotenti e dipendenti dalle decisioni del medico e non riescono ad esprimere il loro punto di vista

(Reuters Health) – Impauriti e confusi, i pazienti che si sentono intimoriti durante le visite mediche si comporterebbero come degli ostaggi, in preda alla cosiddetta “hostage bargaining syndrome”. In questo caso, i pazienti, soprattutto quelli con una malattia grave o vulnerabili, potrebbero provare un senso di impotenza e sentirsi strumentalizzati nelle scelte terapeutiche. A rivelarlo è stato uno studio coordinato da Leonard Berry della Texas A&M University di College Station. La ricerca è stata pubblicata su Mayo Clinic Proceedings.

Secondo i ricercatori americani, i pazienti si sentirebbero ostaggio del medico anche quando questo incoraggia una conversazione attiva. Ad esempio, i pazienti affetti da tumore e quelli ricoverati in terapia intensiva e le loro famiglie possono sentirsi impotenti e dipendenti dal medico. E il problema può peggiorare in caso di errori, effetti collaterali inaspettati o con il peggioramento delle condizioni cliniche.

A differenza di altri servizi, come mangiare in un ristorante o seguire un concerto, dove i clienti possono esprimere tranquillamente giudizi negativi, l'ambito medico è spesso una 'necessità', dove il medico è una figura di 'autorità'. I pazienti, così, spesso esitano a esprimere preoccupazioni o a parlare di problemi seri. “I pazienti potrebbero non voler rischiare di offendere il medico se non sono d'accordo con il trattamento”, ha sottolineato Berry.

Per contrastare il problema, secondo i ricercatori americani ci vorrebbe un sistema di scelta terapeutica condivisa, dove i medici presentano le opzioni e i pazienti spiegano le loro preferenze. Per costruire un clima di fiducia, i medici dovrebbero mostrare comprensione, mantenere la privacy, avere buone capacità di comunicazione e mostrare interesse nel paziente come persona.

Fonte: Mayo Clinic Proceedings

Carolyn Crist

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Carolyn Crist

07 Settembre 2017

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