Biotestamento. Marazziti (Des) a Unomattina: “Legge che umanizza il morire e dice ‘no’ all’accanimento terapeutico e all’abbandono”

Biotestamento. Marazziti (Des) a Unomattina: “Legge che umanizza il morire e dice ‘no’ all’accanimento terapeutico e all’abbandono”

Biotestamento. Marazziti (Des) a Unomattina: “Legge che umanizza il morire e dice ‘no’ all’accanimento terapeutico e all’abbandono”
Così il presidente della Commissione Affari Sociali è intervenuto oggi alla trasmissione di Raiuno sul testo già licenziato dalla Camera ed ora fermo al Senato. "Eutanasia e suicidio assistito rimangono non consentiti. La volontà del malato è vincolante, ma non si può chiedere qualcosa contro la legge o la deontologia professionale. Il timore di una parte dei medici di diventare ‘esecutori testamentari’ è sciolta in radice". 

La legge sul Fine Vita "è una legge che interviene per umanizzare il morire senza accelerare il morire o dare la morte, che dice no all'accanimento terapeutico ma anche no all'abbandono, che combatte il dolore e dunque non lascia da solo il malato, e chi gli vuole bene, in una condizione di fine vita". Lo ha detto oggi a Unomattina su Raiuno Mario Marazziti, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati che ha licenziato ad aprile la legge sul biotestamento dopo un lavoro di più di un anno e senza contingentamenti alle votazioni, anzi ampliando i tempi dell'esame degli emendamenti a 31 ore di sedute di votazione solo in Commissione.
 
Un metodo del dialogo che ha portato dai 3200 emendamenti ostruzionistici iniziali a un voto finale del testo modificato con soli 37 voti contrari in tutta la Camera. "Eutanasia e suicidio assistito rimangono fuori dal testo e dunque rimangono non consentiti", ha poi sottolineato Marazziti.

"Abbiamo voluto legiferare usando tutto il tempo necessario per discutere su un tema cosi delicato e arrivare a una legge utile per tutti" ha messo in evidenza. "Pur nel rispetto di vicende dolorose, da Eluana Englaro a Welby e dj Fabo, che dividono l'Italia, abbiamo fatto un lavoro che ha tenuto fuori i casi limite, perché le buone leggi non si fanno per i casi-limite ma per tutti i cittadini. Abbiamo cominciato molto prima dell'emozione del viaggio per il suicidio assistito in Svizzera di Fabiano, pensando alla situazione in cui si trovano molte famiglie italiane. Questa è una legge che rimette al centro la relazione fra il paziente e il medico, all'interno della quale il paziente ha libertà' di scelta anche alla luce del confronto con il medico" ha aggiunto Marazziti.
 
“La volontà del malato è vincolante, ma non si può chiedere qualcosa contro la legge o la deontologia professionale, esplicitamente citata. Il timore di una parte dei medici di diventare ‘esecutori testamentari’ è sciolta in radice. La volontà del paziente è vincolante, ma ci sono tre eccezioni fondamentali che impediscono alle Dat di diventare una gabbia: se la medicina ha nel frattempo trovato rimedi efficaci in grado di offrire guarigione (come nel caso dell'epatite C e dei nuovi farmaci che guariscono il cancro al fegato) o miglioramenti della vita, se le Dat siano scritte in maniera incongrua o se non si applichino alla condizione attuale del malato” ha poi ancora specificato il Presidente della Commissione Affari Sociali.
 
Un esempio? "Uno sottoscrive il testamento biologico e scrive di non volere essere mai intubato. Poi un giorno ci punge un calabrone e c'è uno shock anafilattico, si rischia il soffocamento. Se ci intubano sopravviviamo e dopo una settimana si può fare sport". Inoltre la legge "mantiene fermo il principio della proporzionalità' delle cure".

Pure non essendo una legge perfetta ha concluso Marazziti, "introduce fatti nuovi come la figura del fiduciario, o la pianificazione condivisa delle cure quando si entra in una malattia degenerativa. E le prime indicazioni proprio sul 'fine vita', tenendo al centro la persona e l'alleanza terapeutica". 

30 Novembre 2017

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