Medicina low cost. L’Ordine di Bologna in guerra. Ma è persa in partenza

Medicina low cost. L’Ordine di Bologna in guerra. Ma è persa in partenza

Medicina low cost. L’Ordine di Bologna in guerra. Ma è persa in partenza
Liberalizzazioni, tariffe minime cancellate, opinione pubblica contro. Per gli Ordini non è un bel momento. E allora appaiono ancora più assurde battaglie fuori dal tempo come quella intrapresa dal presidente bolognese contro i colleghi che aderiscono a Groupon

Sono tempi duri per gli ordini professionali. La gente non sa bene a cosa servano e se lo sa non sembra così entusiasta nei loro confronti. La politica li blandisce alla vigilia delle elezioni ma è pronta a voltargli le spalle in qualsiasi momento.
I giornalisti poi, nonostante anch’essi orgogliosamente iscritti al proprio ordine (che guai a chi glielo tocca), fanno in linea di massima a gara a chi la spara più grossa contro quelle che amano definire “corporazioni”, cercando di emulare gli “anti casta” per eccellenza, gli Stella e i Rizzo del Corriere della Sera.
 
E poi l’Antitrust, le “lenzuolate”, la concorrenza spietata dei grandi gruppi commerciali sempre più interessati a ingoiarsi il business della vendita dei medicinali. Per finire con la crisi economica mondiale, che qualcuno vorrebbe addebitare almeno in parte proprio agli Ordini e ai loro riti di inserimento professionale.
Insomma, l’aria per Ordini e Albi è abbastanza pesante. Tanto che è ormai certa la grande riforma da qui al 2012, come ribadito dalla legge di stabilità votata dal Parlamento alla vigilia delle dimissioni di Berlusconi. In questo clima, quindi, non serve certamente alla causa che qualcuno ci metta del suo per rendere le prospettive ordinistiche ancor più gravi di incognite e malintesi.
 
 
Il riferimento è all’attivissimo, rieletto, presidente dell’Ordine dei medici di Bologna Giancarlo Pizza che ha deciso di scendere in campo contro Groupon e tutte quelle offerte internet di prestazioni sanitarie a costi convenienti. I primi a cadere sotto le ire di Pizza sono stati 15 medici bolognesi rei di aver proposto prestazioni professionali a prezzi convenienti. Per il momento Pizza li ha magnanimamente rimproverati verbalmente. Ma per i recidivi ci sarà il pugno di ferro e per scovarli il solerte presidente ha informato l’Ansa che da una decina di giorni ha messo una segretaria a controllare su Internet eventuali annunci sospetti. “L'Ordine deve tutelare i cittadini e la loro salute – spiega Pizza – non possiamo accettare comportamenti di questo genere''.
 
Ben detto, ma di che genere di comportamenti stiamo parlano? C'è forse il sospetto che quei medici offrissero prestazioni a basso costo a discapito della qualità? Non sembra e del resto, come abbiamo evidenziato con la nostra recente indagine su Groupon, la qualità dei servizi offerti è molto controllata, tanto che le associazioni di pazienti sembrano soddisfatte e per nulla preoccupate del proliferare del fenomeno. “I cittadini – ci hanno detto – non sono sprovveduti. L’acquisto su internet si fa sempre con cautela anche quando si tratta di un paio di scarpe, verificando nomi, referenze, figuriamoci se il servizio scelto riguarda la salute”. In questo contesto che l’Ordine voglia controllare la qualità non dà fastidio a nessuno.

Ma il punto è che quando Pizza parla di comportamenti non sembra riferirsi alla professionalità e alla qualità delle cure offerte, quanto al fatto che siano vendute a prezzi bassi. Ma bassi rispetto a cosa? Alle tariffe minime dell’Ordine? Ma lo sa il presidente Pizza che quelle tariffe spariranno entro il 2012 come previsto dalla citata legge di stabilità per tutti gli Ordini e che per i medici esse sono, tra l'altro, già state abbandonate da tempo?
E lo sa il presidente Pizza che sono proprio questi atteggiamenti di difesa corporativa (stavolta lo diciamo anche noi) che urtano i cittadini ai quali l’Ordine deve garantire la qualità delle prestazioni erogate dai propri iscritti, indipendentemente da qualsiasi tariffa? E allora che si vigili pure su internet ma lo si faccia a tutela della salute dei cittadini e non degli incassi dei medici.
Il nostro è ovviamente un punto di vista opinabile, ma pensiamo che sia proprio questo tipo di atteggiamenti di chiusura e di rifiuto del nuovo che avanza (e la sanità a prezzi concorrenziali è un fenomeno inarrestabile con il quale tutti devono imparare a fare i conti) a dare nuovi alibi (di cui come abbiamo visto non ce n’è certamente bisogno) a quella maggioranza di italiani, compresi i nostri politici, che degli Ordini ne farebbero volentieri a meno.
 
Cesare Fassari

Cesare Fassari

23 Novembre 2011

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