Contratto medici. Quici (Cimo): “Senza risorse consideriamo morto il tavolo tecnico in Aran”

Contratto medici. Quici (Cimo): “Senza risorse consideriamo morto il tavolo tecnico in Aran”

Contratto medici. Quici (Cimo): “Senza risorse consideriamo morto il tavolo tecnico in Aran”
“Il governo sblocchi la situazione subito e faccia chiarezza, la pazienza è finita ha detto il presidente del sindacato dopo l’incontro all’Aran definito “inutile”: “Non ha più senso parlare di norme contrattuali senza conoscere la reale entità delle risorse economiche disponibili”.

“Dopo l’ennesimo incontro inutile, oggi, sul contratto della dirigenza medica, come Cimo consideriamo il tavolo tecnico presso l’Aran morto perché non ha più senso parlare di norme contrattuali senza conoscere la reale entità delle risorse economiche disponibili”.
È quanto ha dichiarato Guido Quici, presidente Nazionale di Cimo


 


“Dopo 9 anni, qualche mese fa si è infatti aperto il tavolo contrattuale affrontando solo il tema delle relazioni sindacali, frutto di un copia incolla dal comparto, e con una attenzione particolare sulle sanzioni disciplinari, cosa abbastanza significativa circa la percezione che Regioni e Funzione pubblica hanno sul ruolo e le priorità dei medici dipendenti del Ssn – ha spiegato – e mentre il contratto della dirigenza delle funzioni centrali va avanti speditamente, si continuano a convocare riunioni e a ‘traccheggiare’ su aspetti normativi di secondo piano perché nessuno conosce la reale entità delle risorse. Questa dilazione estenuante, nonostante il Governo sia già pienamente insediato, crea ancora maggiore confusione e aiuta ad accreditare voci di parte che non rappresentano né la verità né la maggioranza.


 


Appare superfluo ricordare che gli aspetti legati alla carriera ed al disagio (quali orario di lavoro, turni di servizio, pronta disponibilità, ecc.), ricorda poi Quici, sono fondamentali per l’organizzazione del lavoro e delle strutture sanitarie ma, soprattutto, fondamentali per garantire la qualità e sicurezza delle cure ai pazienti e degli stessi operatori sanitari.


 


“Dopo tutto questo tempo la pazienza è esaurita – ha concluso Quici–  e non possiamo più  permetterci di giocare di “fioretto” su questioni sostanziali per la dignità e la professionalità della dirigenza medica. Se saremo costretti a partecipare, ogni atto del tavolo tecnico Aran sarà da noi considerato un puro esercizio didattico”.

04 Luglio 2018

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