Depressione post partum. In Piemonte parte il piano della Regione per prevenirla

Depressione post partum. In Piemonte parte il piano della Regione per prevenirla

Depressione post partum. In Piemonte parte il piano della Regione per prevenirla
Il progetto può contare su un finanziamento ministeriale di 232.000 euro e prevede la revisione dell’Agenda di gravidanza con l’introduzione di domande mirate all’individuazione delle situazioni a rischio; l’avvio di corsi di formazione specifici per gli operatori di consultori, punti nascita e della rete di presa in carico; il potenziamento dei servizi offerti, in particolare attraverso l’aumento dell’orario di servizio degli psicologi coinvolti.

Combattere fin dalla gravidanza il rischio di depressione post partum, costruendo percorsi di assistenza adeguati e in modo tempestivo e offrendo il supporto psicologico necessario sia alla mamma che alla coppia. È l’obiettivo del progetto di cura della depressione post partum che la Giunta regionale ha varato questa mattina approvando una delibera presentata dall’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta.

“Con questo piano, oltre a mettere in pratica un’intesa fra Governo e Regioni, rafforziamo e uniformiamo in tutto il Piemonte i servizi offerti da consultori e punti nascita per la cura di questa sindrome – sottolinea l’assessore Saitta -. Attraverso un percorso di diagnosi e di assistenza unico si potrà intervenire per tempo e in modo mirato, migliorando l’effettiva presa in carico da parte delle aziende sanitarie”.

Il progetto può contare su un finanziamento ministeriale di 232.000 euro e prevede in dettaglio:

–    la revisione dell’Agenda di gravidanza, che la Regione Piemonte mette a disposizione dal 2009, con l’introduzione di domande specifiche mirate all’individuazione delle situazioni a rischio;

–    l’avvio di corsi di formazione specifici per gli operatori di consultori, punti nascita e della rete di presa in carico;

–    il potenziamento dei servizi offerti, in particolare attraverso l’aumento dell’orario di servizio degli psicologi coinvolti.

L’attività di screening preventivo contempla, insieme alla revisione dell’Agenda di gravidanza, colloqui psicologici presso i Punti nascita e i servizi sanitari territoriali rivolti ai genitori. Successivamente è previsto l’avvio di un percorso di presa in carico per le donne a rischio all’interno dei servizi già esistenti.

A coordinare il progetto dal punto di vista scientifico sarà Maria Rosa Giolito dell’Asl Città di Torino, referente del Coordinamento regionale consultori, mentre quattro aziende sanitarie in particolare – Città della Salute, Asl Cn1, Asl Biella, azienda ospedaliera di Alessandria – si occuperanno dell’organizzazione dei corsi di formazione per gli operatori.

09 Novembre 2018

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...