40 anni di Ssn. La posta in gioco è alta

40 anni di Ssn. La posta in gioco è alta

40 anni di Ssn. La posta in gioco è alta

Gentile Direttore,
da tempo penso che le ricorrenze non servano solo a celebrare le solite liturgie o a commemorare in modo prevedibile  e ripetitivo vicende e personaggi della  storia ma costituiscano invece una  grande occasione per riflettere su quelle vicende alla luce dei  problemi che investono il  nostro presente e, soprattutto, il nostro futuro.
 
Nel 1978, quarant’anni fa, la sanità italiana cambiò radicalmente volto con due riforme di straordinaria importanza. Era tra le meno moderne d’Europa e divenne la più avanzata.
 
L’articolo 32 della  Costituzione italiana  affermava dal 1948 che: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
 
In realtà questo principio trovò attuazione solo 30 anni dopo quando, con  la legge 833 del 23 dicembre 1978, fu introdotto il Sistema sanitario nazionale basato sulla fiscalità generale. Il 13 maggio precedente, appena quattro giorni dopo l’assassinio di Aldo Moro, era stata varata la legge 180 meglio nota come legge Basaglia – quella che Salvini a Pontida ha definito “una riforma assurda”- che spalancava le porte chiuse dei manicomi, e restituiva la dignità e persino la parola ai “matti”.
 
Ciò che rese la L.833 innovativa e per certi aspetti rivoluzionaria fu il cambio d’impostazione:finalmente si creava una sanità universalistica che consentiva a tutti i cittadini italiani – di ogni età, sesso e ceto- di avere accesso alle medesime prestazioni sanitarie. Precedentemente, l’erogazione dei servizi dipendeva da  una sanità  iniqua e disordinata, fatta di tante mutue gestite con criteri assicurativi (lavoratori e aziende versavano il loro contributo per usufruire dell’assistenza) e di tanti enti che funzionavano in modo disorganico.
 
Finalmente con questa grande riforma la repubblica diede corpo e sangue all’articolo 32   tutelando la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale e dichiarando che la difesa della salute fisica e psichica doveva avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana.
 
Una vera  rivoluzione che ,tra l’altro, ha fornito un contributo decisivo a far aumentare l’aspettativa di vita degli italiani, fino a raggiungere livelli tra i più alti del mondo  con costi molto competitivi.
 
E oggi? Ormai sono lontani gli anni in cui Michael Moore, nel suo film sulla sanità americana ‘Sicko’, poneva l’Italia al secondo posto nel mondo, dopo la Francia, come migliore sistema di welfare.
 
La spesa sanitaria italiana nel 2018 ha toccato il livello più basso degli ultimi dieci anni col 6,5% del PIL e una previsione del 6,4% per il 2019, relegando l’Italia al terzultimo posto fra i Paesi Ocse. Per i cittadini curarsi sta diventando sempre più difficile e caro.
 
In tutta Europa sono in atto da diversi anni politiche tese a colpire i nuclei centrali del welfare ed in particolare la salute e la sanità sono sottoposte ad attacchi e tagli di spesa pubblica che producono e favoriscono diseguaglianze nella tutela e nell’accesso alle cure.
 
Anche in Italia assistiamo a un sistematico definanziamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale: piccoli ospedali e servizi territoriali vengono chiusi, spesso senza un reale coinvolgimento della popolazione ; la moltiplicazione di visite ed esami, favorita dal pagamento a prestazione, produce liste d’attesa che rendono difficile ottenere in tempi opportuni le cure realmente utili e non garantiscono l’accesso a migliaia di persone; le condizioni di lavoro di chi opera in ambito sanitario peggiorano.
 
L’attuale proliferazione di cliniche private e coperture sanitarie assicurative private o mutualistiche – purtroppo inserite anche nei contratti collettivi di lavoro – indebolisce ulteriormente il sistema, creando una situazione a due velocità: un servizio sanitario pubblico “al ribasso” per i meno abbienti (o per chi non ha una sufficiente tutela contrattuale) e una sanità privatizzata differenziata a seconda dei diversi benefit previsti dal ruolo lavorativo o per chi se la può pagare.
 
Nel 2015 per la prima volta nella storia l’aspettativa di vita degli italiani  è calata.   Per non parlare dell’emorragia' sia di medici di famiglia che di medici del Servizio sanitario nazionale   che si determinerà in Italia per effetto dei pensionamenti (45.000 ne prossimi 5 anni). Il dato grave, rilevano le organizzazioni sindacali, è anche un altro: le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno comunque bilanciate dalle presumibili nuove assunzioni.
 
Questi sono solo alcuni dei motivi per cui il quarantennale dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale non deve essere considerato una ricorrenza qualsiasi da archiviare frettolosamente.
 
La posta in gioco è troppo importante per noi e per i nostri figli.  
 
Walter Galavotti
Direttivo URASAM (Unione Regionale Associazioni  per la Salute Mentale) dell'Emilia-Romagna

18 Dicembre 2018

© Riproduzione riservata

Dalle strutture alla trasformazione: la vera sfida della sanità territoriale
Dalle strutture alla trasformazione: la vera sfida della sanità territoriale

Gentile Direttore,il confronto sulle Case della Comunità e sugli Ospedali di Comunità è necessario. Ma proprio perché siamo di fronte a una delle più importanti trasformazioni organizzative del SSN proponiamo...

Altro che centralità: così la Medicina Generale rischia di diventare un CUP
Altro che centralità: così la Medicina Generale rischia di diventare un CUP

Gentile Direttore,una dichiarazione che ricorre spesso dei discorsi pubblici enfatizza il “ruolo centrale” della Medicina Generale (MG) nel SSN, generalmente da parte di decisori politici per piaggeria verso gli interlocutori....

La dignità della classe medica non si processa
La dignità della classe medica non si processa

Gentile Direttore,stamattina al risveglio abbiamo appreso che 23 medici, dei colleghi, tra cui Nicola Cocco, infettivologo e esponente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, sono stati fermati e oggetto...

Ccnl Sanità, con la coda contrattuale superare i limiti che penalizzano la ricerca sanitaria pubblica
Ccnl Sanità, con la coda contrattuale superare i limiti che penalizzano la ricerca sanitaria pubblica

Gentile Direttore, il 29 luglio scorso è stata sottoscritta da tutte le sigle sindacali l’ipotesi di Ccnl del Comparto Sanità per il triennio 2025-2027, un risultato per il quale Arsi...