Emicrania. Per un terzo dei pazienti è colpa dell’alcol

Emicrania. Per un terzo dei pazienti è colpa dell’alcol

Emicrania. Per un terzo dei pazienti è colpa dell’alcol
Nei Paesi Bassi è stato condotto un sondaggo su 2 mila pazienti che soffrono di emicrania. Il 36% ha indicato nell’alcol la “miccia” che innesca l’attacco doloroso.Secondo gli esperti, invece, quasi mai l’emicrania è legata a un solo fattore scatenante.

(Reuters Health) – Molte persone che soffrono di emicrania evitano l’alcol, sostenendo che sia responsabile dell’innesco del proprio mal di testa.
In un sondaggio del Leiden University Medical Center (Paesi Bassi) condotto tra più di 2.000 pazienti affetti da emicrania, più di un terzo (il 36%) ha indicato l’alcol come causa scatenante del dolore.

Dei 650 pazienti che avevano smesso di consumare alcolici, uno su quattro ha dichiarato di averlo fatto per evitare di avere emicrania. Il 78% dei pazienti che bevono alcolici ha citato il vino rosso come bevanda specifica che potrebbe scatenare un attacco, mentre solo l’8% ha puntato il dito contro la vodka.
Per un terzo di questi pazienti, l’emicrania è iniziata entro tre ore e per quasi il 90% è iniziata entro 10 ore. I pazienti hanno stimato che ci sono voluti circa due drink prima del verificarsi di un attacco. Tuttavia, tra coloro che hanno indicato il vino rosso come fattore scatenante, solo il 9% ha dichiarato di aver sofferto di mal di testa ogni volta che lo ha bevuto. Tra coloro che hanno citato la vodka, solo l’11% ha riferito di avere avuto emicrania dopo ogni drink.
 
I commenti all’indagine. 
Il motivo per cui l’alcol sia la miccia che accende il mal di testa e come questo accade “non è chiaro”, scrivono gli autori dello studio sull’European Journal of Neurology. “I pazienti con emicrania collegano frequentemente il consumo di bevande alcoliche con l’esordio dei loro attacchi. Tuttavia, i pazienti riferiscono anche che le bevande alcoliche non provocano costantemente attacchi”, aggiunge l’autore dello studio Gerrit Onderwater, del Leiden University Medical Center. “Queste emicranie sono probabilmente innescate dall’alcool mescolato con diversi altri fattori. Identificare i fattori coinvolti nell’attivazione degli attacchi potrebbe indicare i composti da evitare”.

“Le emicranie possono scatenarsi con alcuni tipi di vino rosso, compresi quelli con più componenti flavonoidi fenolici – sostiene Abouch Krymchantowski dell’Headache Center di Rio de Janeiro, non coinvolto nello studio – La combinazione di vino con altri fattori scatenanti come le mestruazioni, lo stress, il caldo, determinati alimenti, il digiuno o la privazione del sonno, possono influenzare anche l’emicrania. Personalmente ho spesso attacchi quando beve vino dopo aver dormito poco o per niente, come nel caso di un volo di lunga durata”.

“Credo che molte condizioni di dolore cronico, inclusa l’emicrania, possano essere significativamente influenzate dallo stile di vita e dai cambiamenti del comportamento, e il consumo di alcol è una delle abitudini che può essere modificata”, osserva Rachel Davis-Martin della University of Massachusetts Medical School di Worcester, non coinvolta nello studio. “Studi futuri potrebbero utilizzare app per smartphone e biosensori indossabili in grado di registrare gli esordi del mal di testa su base giornaliera per capire meglio come e quando l’emicrania ha inizio, così come la sua progressione nel tempo. L’emicrania può essere gestita con farmaci e scelte di vita, utilizzando diverse opzioni di trattamento”.

“Anche se le condizioni di dolore cronico possono essere debilitanti – conclude – ci sono cose che le persone possono fare per migliorare la qualità generale della propria vita”.

Fonte: Reuters Health News
 

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

22 Gennaio 2019

© Riproduzione riservata

Farmaci. Aifa studia revisione del Prontuario e clausola di salvaguardia. Aziende contrarie e timori per l’impatto sui cittadini. Ministero frena e chiede documentazioni tecnico-scientifiche più solide
Farmaci. Aifa studia revisione del Prontuario e clausola di salvaguardia. Aziende contrarie e timori per l’impatto sui cittadini. Ministero frena e chiede documentazioni tecnico-scientifiche più solide

La fotografia scattata dall’ultimo monitoraggio Aifa sulla spesa farmaceutica nazionale lascia pochi margini di interpretazione: nel 2025 la spesa complessiva ha sfiorato quota 25 miliardi di euro, con un aumento...

Stati Uniti. La Fda approva il primo generico monodose per l’influenza: accesso più ampio e costi più bassi
Stati Uniti. La Fda approva il primo generico monodose per l’influenza: accesso più ampio e costi più bassi

La Food and Drug Administration (Fda) americana ha approvato il primo farmaco generico del baloxavir marboxil, principio attivo dell'antivirale Xofluza, per il trattamento dell'influenza non complicata e per la profilassi...

Ebola. L’Ecdc rafforza la presenza sul campo e pubblica una guida operativa: “Rischio di importazione molto basso, ma prepariamoci”
Ebola. L’Ecdc rafforza la presenza sul campo e pubblica una guida operativa: “Rischio di importazione molto basso, ma prepariamoci”

L'Agenzia europea per il controllo delle malattie (Ecdc) ha annunciato il rafforzamento della sua presenza sul campo per supportare le aree colpite dall'epidemia di Ebola da virus Bundibugyo nella Repubblica...

Biotecnologie. Efpia: “L’Europa ha le risorse per tornare leader, ma servono interventi per rafforzarne la competitività”
Biotecnologie. Efpia: “L’Europa ha le risorse per tornare leader, ma servono interventi per rafforzarne la competitività”

Le aziende biofarmaceutiche rappresentano una fonte essenziale di innovazione per i sistemi sanitari. Tuttavia, trasformare una scoperta scientifica in un nuovo farmaco è un processo lungo, costoso e incerto, che...