Dl Semplificazioni. Fimeuc a Grillo: “Estendere accesso senza specializzazione a Medicina d’emergenza anche a chi ha lavorato sul territorio”

Dl Semplificazioni. Fimeuc a Grillo: “Estendere accesso senza specializzazione a Medicina d’emergenza anche a chi ha lavorato sul territorio”

Dl Semplificazioni. Fimeuc a Grillo: “Estendere accesso senza specializzazione a Medicina d’emergenza anche a chi ha lavorato sul territorio”
Il presidente della Federazione Italiana Medicina d'Emergenza Urgenza e delle Catastrofi scrive al Ministro per segnalare le criticità contenute nel decreto all’esame del Senato. “Va però detto che questa esperienza lavorativa ospedaliera o pre-ospedaliera, se pur preziosa dal punto di vista dell'esperienza e del servizio prestato, riteniamo non possa sostituirsi ad un percorso formativo strutturato e previsto per legge per tutte le specialità del sistema sanitario nazionale”.

L'accesso ai concorsi per la disciplina di Medicina e Chirurgia d'accettazione e d' Urgenza dei medici senza specializzazione, che abbiano maturato quattro anni di servizio nei servizi ospedalieri, senza prevedere una adeguata successiva formazione specialistica intesa come "Debito formativo", pone gravi preoccupazioni”. È quanto scrive la presidente della Fimeuc, Federazione Italiana Medicina d'Emergenza Urgenza e delle Catastrofi, Fabiola Fini in una lettera al Ministro della Salute, Giulia Grillo sui contenuti dell'emendamento all'articolo 9 del decreto Semplificazione.
 
La Federazione ritiene “che l'esperienza di 4 anni lavorativi nell'emergenza urgenza, anche quando maturata nel servizio pre-ospedaliero e non solo nei pronto soccorso, debba avere analogo e giusto riconoscimento. Da qui ne deriva la necessità di estendere quanto previsto dall'emendamento all'articolo 9, anche ai medici dell'emergenza pre-ospedaliera”.
 
In ogni caso Fini rileva “che questa esperienza lavorativa ospedaliera o pre-ospedaliera, se pur preziosa dal punto di vista dell'esperienza e del servizio prestato, riteniamo non possa sostituirsi ad un percorso formativo strutturato e previsto per legge per tutte le specialità del sistema sanitario nazionale. Riteniamo vada condivisa la finalità di tale emendamento, ovvero garantire la continuità nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza nell'ambito del sistema di emergenza urgenza ma, nel lungo termine potrebbe comportare la compromissione e la qualità ed omogenità se negli anni successivi all'assunzione questi medici non venissero in possesso del titolo di specializzazione”.
 
“Le ricordiamo – evidenzia Fini – Ministro che per nessuna altra disciplina, che pur  presenti analoghe carenze negli organici, hanno mai trovato  soluzioni alternative alla specializzazione  e che già oggi  il sistema di emergenza, forse per la giovane età, essendo nata solo nel 2006, paga lo scotto di eccessive equipollenze ed affinità e la presenza di un corso  di formazione regionale per  i medici dell'emergenza pre-ospedaliera che, pur nella complessità del lavoro che svolgono, non possono ancora  avvalersi, a 30 anni dalla istituzione del sistema di emergenza,  della specializzazione in emergenza urgenza”.
 
“Ferma restando – conclude la presidente Fimeuc – la necessità di un aumento del numero delle borse di studio di specializzazione, a partire da quest'anno e per i prossimi anni, la Fimeuc ritiene che le modifiche suggerite all'emendamento vada a colmare il ruolo formativo di chi negli ultimi anni ha operato senza titolo nei PS e sui mezzi di soccorso ed indicano la strada per il reclutamento del medico unico dell'emergenza che non può non prevedere il requisito della specializzazione”.

24 Gennaio 2019

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