Carenza medici, ha ragione Grillo, basta corporativismi. Ma ora troviamo una soluzione

Carenza medici, ha ragione Grillo, basta corporativismi. Ma ora troviamo una soluzione

Carenza medici, ha ragione Grillo, basta corporativismi. Ma ora troviamo una soluzione

Gentile Direttore,
ha ragione il Ministro Grillo quando chiede di abbandonare visioni e atteggiamenti corporativistici in materia di formazione postlaurea. Non voglio parlare delle cause che hanno portato i circa 10.000 medici fuori dall’unica formazione postlaurea che consente l’accesso ai ruoli del SSN (corso specifico della medicina generale e specializzazioni), è superfluo.
 
Resta il fatto che il latte è stato versato, è impossibile tornare indietro quindi è necessario guardare avanti e soprattutto essere onesti e dare una risposta  concreta ai moltissimi precari giovani e  non più giovanissimi del SSN che, per anni, hanno contribuito al mantenimento  di importanti LEA nei servizi di prima linea, quelli scomodi, quali sono l’emergenza territoriale e la medicina penitenziaria, garantendo a tanti cittadini italiani e non solo, l’accesso alle cure, il diritto alla salute sancito dall’art 32 della costituzione, declinato dalla Sanità Pubblica.
 
Pertanto per evitare di distruggere la stessa sanità Pubblica  e continuare a garantire i livelli essenziali di assistenza è necessario riprendere quanto previsto in origine dal Decreto semplificazione in materia di formazione specifica in medicina generale e misteriosamente enucleato dallo stesso. Misure vittime di azioni corporativistiche, diverse, tese unicamente alla tutela di chi è già dentro e pertanto garantito.
 
E’ necessario riprendere i contenuti del comma 10 dell’art. 11 capo III del Decreto, tra i quali  si prevede per i medici dei settori dell’emergenza e della medicina penitenziaria, afferenti alla  Medicina Generale, la possibilità con un’anzianità complessiva di cinque anni (basterebbero 4) di accedere in sovrannumero, al corso specifico in medicina generale.
 
Inoltre, sarebbe necessario prevedere per i medici in possesso dell’attestato d’idoneità all’esercizio  della attività di emergenza, dove permangono le condizioni di necessità che ne hanno determinato il conferimento dell’incarico, la conversione del contratto da tempo determinato al tempo indeterminato, vista l’esigenza di non disperdere le competenze e le professionalità raggiunte in anni di attività, considerata anche la notevole e cronica difficoltà a reperire il personale medico operante nel settore dell’emergenza.
 
Tale misura restituirebbe serenità e dignità ai molti professionisti, in particolare a coloro che operano in regioni quali la Sicilia e la Campania che mai hanno potuto beneficiare di un simile provvedimento a differenza di altre regioni  come ad esempio Toscana, Emilia Romagna ePiemonte, solo per citarne alcune.
 
Gennaro Bassano
Vicesegretario Nazionale Umus-Smi         

08 Febbraio 2019

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