Ospedalità privata. “Emilia Romagna docet: la collaborazione tra pubblico e privato è vincente”

Ospedalità privata. “Emilia Romagna docet: la collaborazione tra pubblico e privato è vincente”

Ospedalità privata. “Emilia Romagna docet: la collaborazione tra pubblico e privato è vincente”
Il messaggio arriva dagli Stati generali dei Giovani dell’Associazione del privato accreditato (Aiop) in corso a Bologna, che propongono il riconoscimento istituzionale della filiera della salute puntando anche sullo sviluppo di nuove tecnologie e rendere la sanità più efficiente.

Governance della sanità pubblica con erogatori sia pubblici sia privati. Sviluppo di nuove tecnologie per velocizzare il sistema rendendolo più efficiente. Sono questi gli ingredienti necessari per fare diventare la sanità un volano di crescita per il Paese. Una ricetta già sperimentata e vincente. Basta guardare a quanto realizzato nella regione Emilia Romagna dove grazie ad un modello di relazioni costruttive tra Regione Aiop e Confindustria e si è sviluppato un servizio sanitario regionale efficiente e di qualità, gradito dai cittadini e riconosciuto dalle istituzioni. Un punto dal quale partire per immaginare la sanità del futuro.
A presentare la formula vincente sono i giovani dell’Associazione ospedalità privata (Aiop) riuniti oggi a Bologna in occasione dei loro Stati generali. Giovani imprenditori che a dieci anni dalla loro nascita, si presentano con un progetto ambizioso: arrivare al riconoscimento istituzionale della filiera salute. Per questo auspicano la valorizzazione della sanità privata accreditata in un’ottica di riorganizzazione del rapporto pubblico-privato per combattere sprechi e inefficienze.
 
“La sanità non produce solo costi, ma rappresenta anche un’opportunità”, ricorda Averardo Orta, coordinatore nazionale di Aiop Giovani. Nel 2010, la spesa del Ssn si è attestata sopra i 111 miliardi di euro, il 7,2% del Pil italiano, quasi 2mila euro per abitante. Ma con un milione e mezzo di occupati, nel pubblico e nel privato e un valore che sfiora i 153 miliardi di euro, la filiera della salute vale complessivamente l’11,2% del Pil. Dopo il settore del commercio, quello dei trasporti e delle comunicazioni e quello dei servizi alle imprese, la salute è la quarta attività produttiva del paese. Per questo deve essere valorizzata. E il modello da seguire c’è già. “Non è un caso che gli Stati generali di Aiop Giovani si siano tenuti a Bologna – da spiegato Averardo Orta, coordinatore nazionale di Aiop Giovani – l’Emilia Romagna, infatti, è ai vertici degli indicatori di efficienza del sistema sanitario nazionale grazie a un elevato livello delle prestazioni, un alto indice di attrazione di pazienti provenienti dal resto d’Italia e un buon livello di collaborazione tra pubblico e privato raggiunto nel corso degli anni. Sono questi gli elementi – ha aggiunto Orta – che ne fanno un modello per la sanità italiana”.
 
Ma vediamo quali sono gli ingredienti per rilanciare la sanità proposti da Aiop Giovani. Innanzitutto serve una Governance della sanità pubblica con erogatori sia pubblici e privati
“Il Ssn è lo strumento migliore per garantire qualità ed equità – chiarisce Aiop Giovani – ma deve essere fondato su un’attenta programmazione da parte delle Regioni e su un sistema di controlli rigoroso. Sia la programmazione sia i controlli devono essere mantenuti ben distinti dagli erogatori dei servizi sanitari i quali possono essere soggetti pubblici o privati, regolati da una collaborazione competitiva che contribuisca a innalzare gli standard mantenendo l’efficienza e la sostenibilità. Il fatto che enti di controllo eroghino prestazioni rappresenta infatti un conflitto d’interesse che va superato. Il sistema sanitario si deve orientare sempre più verso un sistema misto, sulla scia di quanto stanno sperimentando già altri paesi europei”.
 
E ancora, occorrono nuove tecnologie per una sanità più efficiente. Pre l’Aiop nonostante le risorse economiche diminuiscano le aspettative del pubblico insieme alle esigenze di cura crescono. Per questo serve un cambio di marcia. Come? Sviluppando tecnologie che consentano di velocizzare l’analisi dei dati, la condivisione veloce delle informazioni cliniche come referti, e anche la possibilità di effettuare a casa alcune attività come ad esempio il monitoraggio dei parametri di base (pressione, glicemia…) e di inviarli al medico.

In somma, bisogna cambiare ottica iniziando a guardare alla sanità come volano di crescita.
“Nel corso di 10 anni di lavoro durante i quali numerose sono state le opportunità di conoscere i sistemi sanitari oltre confine – ha concluso Averardo Orta – abbiamo maturato la consapevolezza che la nostra sanità è tra le migliori al mondo per qualità ed efficienza. Per continuare a essere tale di fronte ai bisogni in continua crescita del pubblico e perché il nostro sistema non esca compromesso dalla crisi che ha colpito il paese, crediamo che sia necessario muoversi seguendo queste linee guida”. In conclusione la sanità non è da intendersi come un costo, ma come una risorsa di sviluppo economico per il territorio: “Dove c’e’ una buona sanità la qualità della vita si alza e con essa la crescita economica. Buone strutture attraggono professionisti di alto profilo economico e culturale che reinvestono le loro risorse nell’ambito in cui risiedono”.

20 Marzo 2012

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