Aifa. Via Li Bassi e adesso?

Aifa. Via Li Bassi e adesso?

Aifa. Via Li Bassi e adesso?
Con l’apertura ufficiale della selezione per il suo successore, il DG AIFA Li Bassi ha indirettamente ricevuto dal neo Ministro Speranza i fatidici 7 giorni di preavviso. Spoil system, non si è capito se causa o strumento per liquidarlo, visti gli scarsi risultati AIFA nella rimborsabilità dei nuovi farmaci, pochi e con tempi divenuti geologici.  Ora avanti il prossimo DG. Stavolta senza saggi a selezionarlo, per carità

Affondata la Grillo, è partito il siluro anche per il suo protegè DG di AIFA. “Simul stabunt, simul cadent”. Era arrivato un anno fa nel trionfalismo epocale della Ministra. Però, destino cinico e baro, le cose terrene talvolta sono crudelmente fugaci: oggi sei sul giornale da eroe, domani con te c’incartano il pesce . La sera prima “brillante promessa!!”, il mattino dopo “il solito stronzo…” (Arbasino)
 
Già, perché con l’apertura ufficiale della selezione per il suo successore, il DG AIFA Li Bassi ha indirettamente ricevuto dal neo Ministro Speranza i fatidici 7 giorni di preavviso. Spoil system, non si è capito se causa o strumento per liquidarlo, visti gli scarsi risultati AIFA nella rimborsabilità dei nuovi farmaci, pochi e con tempi divenuti geologici. Pochi rimborsi e tanta Cnn, ovvero patata bollente scaricata sulle Regioni incrementandone l’iniquità tra ricche e povere.
 
Scarsi risultati dell’ultimo anno, è vero, ma aventi come concausa fatale la contingenza della scadenza delle commissioni interne e i ritardi nella nomina del CdA, lasciando Li Bassi e Co. senza strumenti sia operativi nelle decisioni sia di ratifica finale.
 
Ma dovuti anche, secondo me, a un certo modus operandi ideologizzato già visto in altri contesti a guida pentastellata: tanta buona volontà con le migliori intenzioni, ma per non fare come quelli di prima, non sapendo tuttavia bene come fare, finisci per non fare. Una sindrome che chi si occupa di management, come a volta mi capita per ragioni accademiche o consulenziali, conosce bene.
 
Li Bassi, quindi, torna nel cono d’ombra dal quale era sorprendentemente emerso circa un anno fa. Alla sua designazione avevo reagito irrispettosamente (“Li Bassi chi?”) essendo pressoché sconosciuto nell’ambiente, il proverbiale Papa straniero. La sua nomina era stata la rappresentazione plastica dello spirito dei tempi: gente “nuova” la cui cifra fosse di non essere coinvolta con l’“establishment” economico (leggi le industrie) e con “quelli del passato” (“vecchia” politica).
 
Perché avere fatto parte dell’“establishment”, nel corrente rancoroso mood populista, è esecrabile macchia umana alla Philip Roth. Competenza e cultura come disvalori, alfieri della Grande Incompetenza contro Mandarini dell’eterno Potere, “l’uomo senza qualità” di Musil, già prodromo, appunto, populista delle sventure autoritarie del secolo breve.
 
Ricordavo come, in linea generale e senza riferimenti specifici, in aree tecniche far prevalere scelte ideologiche spesso manichee pregiudichi efficacia ed efficienza. Avvisavo qui su QS della difficoltà, forse impossibilità, a trovare un profilo allo stesso tempo sia “illibato” sia competente.
 
Un ossimoro coniugare le richieste di ortodossia cresciute nell’humus rancoroso dei social con vera capacità ed esperienza individuale, cioè trovare qualcuno molto bravo ma senza pregressi rapporti sia con l’industria sia con l’establishment. Se finora non ti hanno mai chiamato magari è perché così bravo ed esperto non lo sei.
 
Li Bassi vantava una collaborazione con l’Agenzia neozelandese Pharmac vent’anni fa, come esaltato dalla Ministra. Lontano dal “sistema” quindi. Un’esperienza tuttavia, ritengo, poco propedeutica a guidare oggi l’AIFA, come l’essere stato copilota di un piccolo Fokker per andare a comandare un Jumbo, però col meteo in burrasca (i farmaci in arrivo).
 
È doveroso ricordare, essendo noi italiani spesso dotati della memoria del pesce rosso (5 secondi), che era stato scelto da Tre Saggi voluti e scelti dalla Ministra. Todos caballeros, s’intende, ma ai quali, visti i risultati, oggi anzichè chiedere ancora autorevoli pareri, compreso questo giornale (quandoque bonus dormitat…) andrebbe chiesto un concorso di colpa, da chi non si può curare con quei nuovi farmaci ancora non rimborsati da noi benché già approvati da EMA da tempo.
 
Dovevano scegliere, si leggeva al tempo, secondo i sacri crismi della incontaminata purezza e virginale illibatezza insieme alla competenza. Senza dubbio tre grandi esperti nei loro campi, ma con qualche caveat: un economista noto nell’ambiente soprattutto per le sue ricerche “con il contributo non condizionante” dell’industria farmaceutica, un ingegnere-manager esperto di Robotica, un inglese esperto del sistema inglese e che non parlava una parola di Italiano. Insomma, il re dei vegetariani scelto da tre grossisti di carne, seppure eccellenti. Inevitabile finisse come è finita.
 
Ora avanti il prossimo DG. Stavolta senza saggi a selezionarlo, per carità. Per recuperare i tempi di rimborso di AIFA, ruzzolati in basso tra i peggiori in Europa. I malati oncologici e di altre patologie serie lo sperano ardentemente (quelli ancora vivi).
 
Prof. Fabrizio Gianfrate
Economia Sanitaria 

Fabrizio Gianfrate

04 Dicembre 2019

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