Avviare subito corsi per i futuri mmg. Non possiamo aspettare la fine della pandemia

Avviare subito corsi per i futuri mmg. Non possiamo aspettare la fine della pandemia

Avviare subito corsi per i futuri mmg. Non possiamo aspettare la fine della pandemia

Gentile direttore,
la pandemia da Covid-19 è scoppiata in Italia dal caso numero “uno” registrato in Lombardia il 21 Febbraio 2020. Da allora tutto è cambiato nel territorio e purtroppo non in meglio. Abbiamo scoperto di non avere una chiara linea da seguire per gestire l’emergenza nel territorio, ci siamo trovati totalmente sprovvisti di dispositivi di protezione individuale con la risultante di una scia di morti fra le fila dei medicina di famiglia che stiamo ancora tristemente contando.

Mentre i medici di famiglia senior subivano l’onda d’urto di questa disorganizzazione, i futuri medici del territorio venivano messi da parte negli ospedali e fino alle istituzioni delle USCA tenuti in “panchina” ad aspettare di dare anche a loro un ruolo da protagonisti in questa Guerra.

Chi ne sta facendo di più le spese sono però ad oggi i corsisti del primo anno, quelli del triennio 2019/2022 che stanno per subire il secondo slittamento del corso di formazione mentre stanno lavorando senza che vengano loro riconosciute ore di formazione a posteriori e non possono iniziare, dal mero punto di vista amministrativo il corso di formazione.

Questo si ripercuote sulla impossibilità da parte dei corsisti del primo di anno di accedere agli incarichi convenzionali prioritariamente a chi non sta frequentando il corso di formazione, si riflette sull’impossibilità di accedere agli incarichi convenzionali attraverso il decreto semplificazione, sta ritardando l’avvio e quindi la data di fine corso per l’iscrizione nelle graduatorie regionali, ma sopratutto destabilizza e rende precari chi ha regolarmente vinto un concorso e che potrebbe benissimo dare una mano in questa fase di riorganizzazione e potenzialmento del territorio.

E’ possibile farli formare anche se le segreterie dei corsi di formazione regionali stanno pensando ad altro in questo momento?
Si, è possibile attraverso l’articolo 4 del DL 14 del 9 Marzo 2020, il cui studio e relativa analisi abbiamo recentemente pubblicato sul suo giornale.

Un ulteriore slittamento, da fine marzo che era la prima data scritta nel bando di concorso, al 15 maggio e ulteriormente oltre Giugno risolverebbe il problema della disorganizzazione e del panico amministrativo?
Oggettivamente per una serie di motivi direi proprio no visto che ci stiamo avviando ad una fase 2 con ancora 1800 nuovi casi attivi ogni giorno e sappiamo già da ora che al pari della Germania e della Francia torneremo ad avere limitazioni e lockdown per aumento di R1.
 
Inoltre il messaggio che viene mandato in continuazione dal Minstero della Salute e dal governo è di potenziare il territorio in vista di un migliore controllo e gestione del fenomeno nei prossimi mesi o nell’autunno.
Quale migliore occasione quella di cominciare da subito i corsi di formazione anche con lezioni FAD online per formare i medici che andranno a lavorare nel territorio nel giro di poco tempo o che in realtà già stanno lavorando?

In questo momento, gentile direttore, non abbiamo bisogno di blocchi e rinvii amministrativi sopratutto nel comparto sanità, perché di “austerità” e lentezza di riflessi, purtroppo si muore.

Abbiamo bisogno di nuove energie, abbiamo bisogno che i vincitori del triennio 2019/2022 comincino formalmente il corso e abbiamo bisogno di un nuovo concorso per il bando 2020/23, abbiamo bisogno di freschezza ed entusiasmo che è proprio quello che le regioni stanno soffocando con i loro rinvii e la loro continua disorganizzazione.

Claudio Cappelli
Direttivo Nazionale Associazione ALS

29 Aprile 2020

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