Carcinoma mammario. Parte studio Destiny-Breast05. Valuterà trastuzumab deruxtecan come terapia adiuvante

Carcinoma mammario. Parte studio Destiny-Breast05. Valuterà trastuzumab deruxtecan come terapia adiuvante

Carcinoma mammario. Parte studio Destiny-Breast05. Valuterà trastuzumab deruxtecan come terapia adiuvante
Lo studio randomizzato internazionale di Fase III che valuterà l’efficacia di Enhertu (trastuzumab deruxtecan), comparato alla terapia standard, come terapia adiuvante per il carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale ma ad alto rischio di recidiva, nei pazienti che presentano malattia residua nella mammella o nei linfonodi ascellari dopo aver ricevuto terapia neo-adiuvante.

Daiichi Sankyo e AstraZeneca annunciano l’avvio di DESTINY-Breast05, uno studio randomizzato internazionale di fase III di Enhertu (trastuzumab deruxtecan) comparato a ado-trastuzumab emtansine (T-DM1) come terapia adiuvante per il carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale ma ad alto rischio di recidiva, nei pazienti che presentano malattia residua nella mammella o nei linfonodi ascellari dopo aver ricevuto terapia neo-adiuvante.
Lo studio sarà condotto in collaborazione con la National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project Foundation (NSABP), il German Breast Group (GBG), Arbeitsgemeinschaft Gynäkologische Onkologie (AGO-B) e il SOLTI Breast Cancer Research Group.

Enhertu è un anticorpo anti-HER2 coniugato ad un inibitore della topoisomerasi, attualmente approvato dalla FDA con valutazione accelerata per il trattamento di pazienti adulte con carcinoma mammario HER2-positivo non resecabile o metastatico che hanno ricevuto due o più precedenti regimi a base di anti-HER2 in setting metastatico.

“Nonostante i recenti miglioramenti e le approvazioni di nuovi farmaci, rimangono significative esigenze cliniche per le pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale ma con malattia invasiva residua dopo il completamento del trattamento neo adiuvante. Riconosciamo l’importanza di agire dopo l’intervento chirurgico con un ulteriore trattamento adiuvante al fine di rallentare la progressione della malattia – dice Antoine Yver, Vicepresidente esecutivo e Responsabile globale del dipartimento di Ricerca e sviluppo oncologico di Daiichi Sankyo. – Questa ricerca si basa sui dati di DESTINY-Breast01 che hanno mostrato una duratura risposta nel carcinoma mammario metastatico HER2-positivo precedentemente trattato. DESTINY-Breast05 valuterà, nelle pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale, Enhertu rispetto a T-DM1, l’attuale standard di cura. E sarà la prima volta che valuteremo il beneficio clinico di Enhertu nel carcinoma mammario precoce, continuando il nostro impegno a trasformare il trattamento per un numero ancora maggiore di pazienti affette da tumori HER2-positivi.”

Lo studio DESTINY-Breast05 arruolerà fino a 1.600 pazienti in circa 400 centri in Nord America, Europa e Asia. L’endpoint primario di efficacia è la sopravvivenza libera da malattia invasiva (IDFS) basata sulla valutazione dello sperimentatore.
Gli endpoint secondari di efficacia includono la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da malattia sulla base della recidiva della malattia secondo la valutazione dello sperimentatore.

Gli endpoint di sicurezza includono eventi avversi gravi, eventi avversi emergenti dal trattamento ed eventi avversi di particolare interesse. Saranno misurati anche gli endpoint economico-sanitari e degli outcome della ricerca, nonché gli endpoint farmacocinetici e dei biomarcatori.

“Il NSABP e gli altri nostri partner accademici si impegnano a progettare e condurre studi che hanno il potenziale di migliorare ulteriormente il modo in cui viene trattato il carcinoma mammario, valutando nuove promettenti terapie che possano fornire opzioni di trattamento aggiuntive a pazienti e medici. – osserva Charles E. Geyer, presidente della NSABP Foundation Breast Cancer Committee e vicedirettore dello Houston Methodist Cancer Center – Siamo entusiasti di collaborare con Daiichi Sankyo e AstraZeneca su questo importante studio che ha l’obiettivo di confrontare la sicurezza e il beneficio clinico dei due anticorpi monoclonali coniugati anti-HER2.

03 Novembre 2020

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