Maternità surrogata. “Ma quali strumentalizzazioni. Abbiamo rotto il silenzio su un abominio ai danni delle donne. E comunque dico sì alle adozioni per le coppie gay”. Intervista a Livia Turco

Maternità surrogata. “Ma quali strumentalizzazioni. Abbiamo rotto il silenzio su un abominio ai danni delle donne. E comunque dico sì alle adozioni per le coppie gay”. Intervista a Livia Turco

Maternità surrogata. “Ma quali strumentalizzazioni. Abbiamo rotto il silenzio su un abominio ai danni delle donne. E comunque dico sì alle adozioni per le coppie gay”. Intervista a Livia Turco
L'ex ministro della Salute risponde a chi accusa i firmatari dell'appello contro l'utero in affitto di aver strumentalizzato per altri fini la battaglia contro la maternità surrogata. “È una forma di sfruttamento sulla quale per altro mi ero già espressa quando mi ero occupata della tratta delle donne e degli esseri umani e avevo scoperto allibita che  proprio l’utilizzo della maternità surrogata era una delle pratiche più vili che venivano utilizzate”

“Abominevole. È una pratica abominevole che riduce il corpo della donna alla più bieca forma di mercificazione”. Sulla maternità surrogata, Livia Turco,  più volte ministro, della Solidarietà Sociale e della Salute, nei governi Prodi e D'Alema e oggi presidente della Fondazione “Nilde Iotti” interviene con passione e non lascia spazio a nessun compromesso: va combattuta. Perché quando si parla di temi così importanti “non ci sono vie di mezzo: o è bianco o è nero”.
 
Soprattutto, bisogna parlarne perché per troppo tempo è rimasta sotto silenzio. Per questo ha aderito all’appello lanciato da SNOQ Libere, come spiega in questa intervista ribattendo indirettamente anche a Maura Cossutta, presidente di SNOQ Sanità che sempre sul nostro giornale aveva parlato di strumentalizzazioni: “Il Parlamento è perfettamente in grado di non farsi strumentalizzare e di produrre una buona legge”, ci ha detto l'ex ministro.
 
Onorevole Turco, da SNOQ libere è partito un appello forte alla messa al bando della cosiddetta maternità surrogata. Un appello al quale le ha aderito. Perché?
Chiariamo subito una cosa, ho aderito alla petizione perché ha avuto il grande merito di portare all’attenzione di tutti questo tema. Perché finalmente si è rotto un silenzio “vergognoso” su una pratica che non esito a definire abominevole. Una forma di sfruttamento, perché di questo si tratta, sulla quale per altro mi ero già espressa quando mi ero occupata della tratta delle donne e degli esseri umani e avevo scoperto allibita che  proprio l’utilizzo della maternità surrogata era una delle pratiche più vili che venivano utilizzate. È abominevole l’idea che una donna per campare debba fare figli per altri. E mi chiedo come mai noi donne, femministe sofisticate dell’Italia opulenta, non ci facciamo carico di combattere questo abominio.
 
Un silenzio colpevole quindi…
Certamente. La verità è che di questo non si discute perché alla fine sono le “povere criste” a dover subire questa pratica indegna. Io non ci sto. E non si venga a dire che in mezzo a loro ci sono anche mamme, sorelle, parenti che vogliono aiutare quante non possono avere figli.
 
Però può accadere…
Ma di che parliamo, per favore non è questo il tema! Io non ci credo e sono comunque piccole eccezioni. Su questo argomenti non ci sono vie di mezzo: o è bianco o è nero. Per tutta la mia vita mi sono battuta in difesa di valori che oggi, con grande preoccupazione, constato si stanno perdendo. Non stiamo parlando dell’amore, della gratuità della donazione, ma stiamo discutendo da una parte di una pesante forma di sfruttamento e dall’altra dello svuotamento del senso della maternità. E mi colpisce che su questo argomento le donne non siano tutte unite. Un’intera generazione di donne ha speso energie per spogliarsi di un’idea della maternità come qualcosa di dovuto. Abbiamo condotto tante battaglie per far comprendere che la maternità è una relazione, che il corpo della donna è un “grembo psichico”. Un grembo che dà la vita, e che con la maternità surrogata viene ridotto a mercimonio, proposto ad altri per denaro.Che c’è un pensiero della cura della maternità che dovrebbe diventare dominate. Non possiamo tornare indietro.
 
Qual è allora la vera battaglia?
Imporre come egemonico il pensiero della cura per contrastare il neo liberismo, il mercantilismo dilagante. Le donne stanno perdendo il pensiero materno della cura, perché stiamo diventando subalterne a un’idea della libertà nella quale si può fare tutto quello che si vuole. Non è così, la libertà deve passare attraverso una lettura della società chi sia ispirata a dei veri valori. Non dimentichiamo che l’idea della coscienza del limite nasce da una battaglia politica delle donne, ossia non tutto quello che si può fare si deve fare, perché non tutto quello che si può fare è a vantaggio dell’umanità. Le nostre lotte sono state la maternità naturale, il parto naturale, non le tecniche.
 
Da più parti è stato sostenuto che quello di SNOQ libere, in realtà è un appello strumentale visto che in Italia la pratica è illegale. E che dietro la battaglia contro la maternità surrogata partita dalla Francia si celi la contrarietà ai nuovi diritti delle coppie omosessuali, in particolare in questo momento l’Italia si prepara al dibattito sulle unioni civili…
Non scherziamo. Il Parlamento è perfettamente in grado di non farsi strumentalizzare e di produrre una buona legge. Chi sostiene questo, forse ha paura a portare avanti una battaglia politica contro l’opposizione dimenticando che ne abbiamo portate avanti tante in questi anni e di certo non ci fermeremo ora. Su questo tema specifico non mi basta che la maternità surrogata sia proibita nel nostro Paese, perché chi vuole utilizzarla va all’estero. Voglio che questo tema sia all’attenzione di tutti. Ribadisco, una cosa è difendere il principio etico della difesa delle fragilità, dello sfruttamento delle donne, un’altra è il tema delle unioni civili e dei diritti delle coppie omosessuali a poter adottare un figlio, e sui quali concordo. Temi che saranno affrontati dal legislatore nel modo migliore tenendo in conto che i diritti dei minori vengono prima di tutto.
 
Ester Maragò

Ester Marago'

09 Dicembre 2015

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